"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

martedì 1 luglio 2014

Ci vorrebbe un amico (brasiliano) – Semifreddo di yogurt e amaretti al caffè


Se non avete mai provato l’ebbrezza di una lezione di ginnastica posturale individuale, solo voi e l’istruttrice, vi consiglio di metterlo come prioritario nella lista dei desideri.
E poi di fare del tutto perché si realizzi.
Qualunque età o acciacco voi abbiate.
A me tale fortunata circostanza, senza averla cercata né lontanamente programmata, è capitata qualche giorno fa, quando le mie attempatelle compagne di corso hanno defezionato per…chissà:
 una giornata spalmate sulla sabbia ascoltando musica e sorseggiando birra;
un rave party;
un incontro galante;
una gara di atletica;
un giro turistico per Roma sotto il sole, nell’ora di punta, con 40° all’ombra senza cappellino…tutto può essere!
Perché con loro c’è poco da scherzare o dare per scontate certe cose.
Luoghi comuni come l’età in primis.
E insomma, com’è come non è, mi sono ritrovata, da brava secchiona, sola e unica fruitrice di una lezione memorabile.
L’insegnante tutta per me.
In esclusiva.
Gli esercizi e le posture tutte dedicate alla mia cervicale.
I miei acciacchi guest star indiscussi del momento.
Non mi pareva vero.
Superato il disagio iniziale (e la tentazione di scappar via), dopo un tentativo in extremis di buttare tutto in caciara, proponendole di lasciare perdere e piuttosto, andarci a prendere un caffé insieme, mi consegno, vinta, al mio destino.
Mi rassegno, riluttante, alla mia sorte
E inizia così la mia ora di celebrità!
Solo lei ed io davanti agli specchi, sul tatami che pare un deserto sconfinato.
Gli attrezzi a incombere dietro di noi, testimoni muti di tanto ardire.
L’istruttore maschio che, conoscendo la mia prestanza atletica, fa capoccella dopo poco sogghignando e giusto per chiedere se sono ancora viva.
Uomo di pochissima fede.
Perchè invece non solo sono viva e vegeta ma anche molto felice di trovarmi lì.
A lavorare per me stessa.
La tizia insiste pazientemente sui punti più critici, con esercizi che sono tutto un tira-sciogli-allunga-abbandona-cresci (con la schiena)-rimani-lascia andare.
Tutto concentrato sulla schiena, sulle braccia, sul collo, in una parola: il paradiso!
Faticoso, ma pur sempre appagante.
Vedi, tu sei proprio bloccata qui
Mi informa indicandomi il busto dal collo all’ombelico.
se non poni l’attenzione a ogni movimento tendi a muovere le spalle lasciando bloccato tutto il resto e questo non va bene, ti crea scompensi”.
La ascolto rapita, che a certe dinamiche io non avevo mai fatto caso.
Del resto se così non fosse, perché mi troverei qua a sudare fasciata nei leggins di nailon anziché (come presumibilmente le altre compagne di corso) spaparanzata al sole in bikini fra profumi di olio di cocco e bambini urlanti?
 Assorbo curiosa ogni spiegazione, ascoltando lei come un oracolo e rigirandomi nella mente un’unica domanda: posto tutto ciò, mo…come devo fa’?
Perché poi tutto sta nello scardinare gesti abitudinari e posture consolidate, quelle che sono così e non posso farci niente.
Grazie tante.
Quello che devo fare mi è chiaro, il come ancora no.
Finchè…l’illuminazione!
tu balli?
A parte da sola come una scema mentre passo l’aspirapolvere o lavo per terra, di norma, no.
Ah sì, ballo pure con la bambina a volte, sulle note sincopate di peppa pig o nella complicata coreografia de La bella lavanderia che lava i fazzoletti, ecc.
No, io dicevo proprio balli latino-americani. Ecco, i movimenti che dovresti fare per imparare a sciogliere quella parte sono proprio, per esempio, quelli della samba…ti ci vorrebbe un brasiliano!
Ecco: trovato il rimedio ai miei acciacchi!
Altro che punture di voltaren.
Abbuffate di arnica montana, in gel e in granuli.
Impacchi di olio di iperico.
Semicupi di balsamo di tigre.
Cuscini di noccioli di ciliegia fatti scaldare nel forno e tenuti sulla parte dolente.
Un brasiliano.
In carne e ossa.
La soluzione era tutta lì.
(Mio marito sarà molto felice di saperlo)

@@@@@@@@


Ingredienti (per circa 6 porzioni)
Un vasetto da 170 gr di yogurt greco intero
3 uova
2 tazzine di caffè zuccherato
3 cucchiai di miele
Una decina di amaretti più altri 6 per decorare


Procedimento
Preparare due tazzine di caffè, mescolarle con 2 cucchiaini di zucchero e lasciarle raffreddare.
Separare i tuorli dagli albumi, sbattendo i primi con il miele finché non diventano chiari e montare a neve i secondi con un pizzico di sale. Lavorare lo yogurt con una forchetta e incorporarvi lentamente gli albumi senza smontarli. Aggiungere il caffé ai tuorli e mescolare i due composti.
Sbriciolarvi dentro gli amaretti e dividere tutto negli stampini (io ho usato quelli da budino in alluminio), quindi riporre in freezer per almeno 4 ore.
Quando è il momento di servirli basterà tenerli in mano qualche secondo e rovesciarli su un piattino guarnendo con un amaretto o scaglie di cioccolato.





13 commenti:

  1. Ciaooo sono rientrata dalla vacanze in campeggio ora continuamo i bagni di mare qui dopo quelli al lago. Si questa ginnastica la conosco ma non potrei mai farla non tanto per l'età ma un altro problema di durezza legato all'infanzia. Mi piacerebbe....peccato. Buono il dolce e anche tutti gli altri post che mi sono letta vista che la connessione fuori era meglio nemmeno tentare, Buona giornata ciaooo.

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    1. Bentornata edvige, che bello rileggerti!!
      Grazie tanti baci

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  2. Aahahahahahah.. allora se trovi il brasiliano chiamami.. ne sarà felice anche Riccardo! :-D.. Ottimo il tuo semifreddo.. smack

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    1. Assolutamente claudiè: casomai lo trovassi non esiterei a chiamarti!!
      grazie un bacione grande!!

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  3. Buono di sicuro ma è anche molto bello da vedere.

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  4. Voglio anche io l'amico brasiliano… ma per sciogliere solo quei punti legati… e non diciamolo ai mariti!

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    1. No no per carità: rimanga tutto fra noi!! roba di donne questa!

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  5. di qualunque nazionalità ma bravo a sciogliere la schiena , sarebbe magnifico anche per me ! Bel semifreddo, segno la ricetta! Buona domenica

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  6. E a chi non servirebbe un brasiliano???
    Anzi....se te ne cresce uno mandamelo, qui sotto il portico c'è parecchio spazio per ballare:)))
    Bella la tua esperienza, credo sarebbe perfetta anche per la mia schiena, solo a leggerti mi sono rilassata pure io;))

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    1. beh ma forse lì da te, magari non proprio brasiliano, qualcuno con cui lanciarsi nelle danze sotto il portico si trova!!
      anche se stando in un posto così bello, nemmeno serve: è giù rilassante di suo, da quel che ho visto nelle foto (spettacolo!!).
      un bacione grandissimo, buona giornata!

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  7. Cosa vuoi di più dalla vita? un lucano...seeeeeee un brasiliano. Senti già che devi prenderlo per cura prendine uno discreto che non si sa mai......ahahahahaha

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