"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

venerdì 24 ottobre 2014

L'incompiuto dei miei viaggi

Il merito di questo tema originale e molto intrigante è tutto di Mamma Orsa Curiosona, che questo mese ospita la rubrica di Monica, Il senso dei miei viaggi.
Mi ha subito allettato l'idea, perchè pensandoci bene in realtà non esiste volta in cui io riparta da un posto senza pensare di essermi persa qualcosa.
La sensazione di incompiuto mi accompagna sempre, anche quando riesco a spuntare tutte le voci della mia lista di cose da vedere.
E il desiderio di tornarci (a parte rare eccezioni), per un motivo o per l'altro, si manifesta sempre.
Sarà per questo che, a parte la prima, sono stata piuttosto indecisa su quale esperienza raccontare. 
Ma alla fine, come sempre, scelgo d'istinto: le prime che mi vengono in mente.


1)Marrakesh: chi l’ha vista?



Marocco 2007, quarto e ultimo viaggio organizzato della nostra vita.
Tour operator –italiano- famoso e molto quotato.
Meta: il tour delle città imperiali. Gruppo nutrito e molto eterogeneo (fin troppo).
Una guida purtroppo demotivata e scontrosa, che rende il tutto ancora più snervante.
Una brutta intossicazione da acqua a metà settimana a completare il quadro.
Per fortuna abbiamo fatto in tempo a visitare Casablanca, Rabat, Fes, Volubilis e Meknes.
E l’ultima tappa, di 3 giorni fermi a Marrakesh risulta provvidenziale per ritirarci nella stanza d’albergo a smaltire la sbornia gastrointestinale e aspettare con ansia il momento di ripartire.
Della città riusciamo a (intra)vedere giusto la piazza più famosa, Djema el-Fna  quando, all’alba del terzo giorno, azzardiamo un’uscita fra una corsa in bagno e l’altra ma siamo costretti a tornare in albergo quasi subito per il caldo, la spossatezza, la nausea e la febbre che ancora non ci danno tregua.
E poi una farmacia dove cerchiamo di reperire antibiotici adatti (con bugiardino in arabo) e un supermercato dove facciamo scorta di acqua, tè e fette biscottate, sempre correndo.
L’esperienza è stata tremenda ma illuminante: della città non abbiamo visto nulla e purtroppo non ci ha lasciato nemmeno la voglia di tornarci. Ma in compenso, essendocela cavata da soli (anche nel reperimento del nominativo di un medico che poi per fortuna non abbiamo dovuto chiamare essendosi la febbre abbassata dai 40 gradi iniziali...), senza che il responsabile del gruppo si premurasse una sola volta di chiedere nostre notizie durante tutti e tre i giorni, abbiamo scoperto in quell’occasione che poteva non esserci questa grande differenza, in termini di sicurezza e aiuto, tra il viaggio di gruppo e quello in completa autonomia.
Da lì: la rivelazione e il via libera al fai da te, anche per i viaggi lunghi e articolati.
Della serie: non tutto il male viene per nuocere…

2) Barcellona: Casa Milà (la Pedrera)


Riusciamo a vedere quasi tutto quello che ci eravamo prefissati, di questa città: l’alloggio direttamente sulla Rambla ci aiuta non poco e incappiamo, per puro caso, perfino in una suggestiva processione pasquale del venerdì santo.
Riserviamo però incautamente all’ultima mattinata di permanenza la visita alla Pedrera, dopo che casa Battllò ce la siamo gustata appena arrivati.
E, ahimè, rimaniamo con un palmo di naso: la coda che si snoda davanti all’entrata è interminabile. I tempi di attesa stimati troppo lunghi per non rischiare di arrivare tardi in aeroporto.
Così, molto a malincuore, siamo costretti a rinunciare. Motivo per volerci assolutamente tornare, prima o poi.

3) Il mercato degli Amish a Philadelphia


Nel nostro secondo viaggio negli Stati Uniti (la East Coast a gennaio, con spostamenti in treno e aereo fra le varie città), includiamo una tappa di due giorni a Philadelphia quasi esclusivamente allo scopo di visitare il mercato degli Amish al Reading Terminal Market.
Dando per scontato che si svolga ogni giorno della settimana. Ma una volta sul posto scopriamo, con un certo disappunto, che mentre il mercato non ha giorni di chiusura, gli Amish sono presenti soltanto dal giovedì alla domenica.
E noi, naturalmente, abbiamo fissato la nostra permanenza martedì e mercoledì, con biglietto ferroviario e b&bdella tappa successiva già prenotati e senza possibilità di rimborso.

Mi consolo (almeno un po’) comprando spezie e attrezzi di cucina presso gli altri stand…


E voi? Cosa avete lasciato di incompiuto durante un viaggio?

Se avete voglia di partecipare, c'è tempo fino al 5 novembre: vi basterà scegliere tre foto che, anche simbolicamente, rappresentino la vostra esperienza; creare un post che abbia per titolo L'Incompiuto dei miei viaggi e lasciarne il link qua.

15 commenti:

  1. Ah ah ah, scusa ma mi fa davvero ridere la tua esperienza di Marrakesh, però hai ragione, non tutto il male viene per nuocere se ti ha dato il via libera per il fai da te, non tornerei più indietro neppure io.
    Torna a Barcellona, la Pedrera merita davvero e già che ci sei vai a vedere il Palau della Musica, ne ha parlato anche Chiara.
    Ciao
    Norma

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    1. é già nella mia lista, norma: assolutamente! Grazie delle dritte, bacioni!

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  2. che bel reportage anche con le situazioni "mancate".... Noi avevamo prenotato un tour città imperiali ad agosto 2006 ma scopro di essere incita dei gemelli e il medico ha sconsigliato un viaggio oltretutto legato a varie tappe percorse con pullman .... e leggendo il tuo post forse non aveva tutti i torti......e poi naturalmente la sicurezza dei miei gemelli nel pancino veniva al 1° posto....

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    1. meno male che hai ascoltato il tuo medico!! beh io non sono molto obiettiva, vista anche l'esperienza che abbiamo avuto, ma di tanti viaggi fatti di quello purtroppo mi è rimasto un pessimo ricordo. non solo per il fatto di essere stati male, ma proprio per tutto il contesto: tante cose non mi sono piaciute a cominciare proprio da come è concepito il tour delle città imperiali in se stesso. spostamenti troppo lunghi, ore e ore passate sul pullman per poi vedere una cosa di corsa e se ti senti male ciccia: il pullman deve rispettare degli orari e non ci si può fermare. al massimo ti danno un sacchetto come sull'aereo....
      la crociera sul nilo per dirti, che ugualmente prevedeva tante tappe, con tutto che l'abbiamo fatta a fine agosto (caldo atroce) e che per questo motivo per le escursioni ci facevano uscire alle 3 di notte è stata fantastica e indimenticabile.
      tour operator egiziano ;-)
      poi ovviamente molto dipende dalla guida che ti capita e dalla fortuna di certe situazioni.
      comunque quella intossicazione tremenda deve averci in qualche modo immunizzato da successive ricadute perchè in sudafrica e in cina ci siamo mangiati e bevuti di tutto senza particolari accorgimenti e non abbiamo avuto più problemi (sempre perchè non tutto il male..)
      Buona giornata, bacioni ai tuoi cuccioli!!

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  3. La Pedrera è un motivo assolutamente valido per tornare a Barcellona! Come diceva Norma il mio incompiuto è invece legato al Palazzo della Musica! :-)

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    1. Ehhh ho visto, mannaggia!! Allora è anche un mio incompiuto perchè non ci sono stata, ho dunque DUE ottimi motivi per voler tornare a Barcellona.
      grazie chiara!!
      Bacioni, buona giornata!

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  4. marocco 2004: più o meno la stessa esperienza! primo e ultimo tour organizzato da tour operator ...
    mezzo pullman in "seduta perenne" e l'altro mezzo costretto a subirsi le tappe di acquisto obbligate - cosa che odio profondamente!
    però marrakech è molto bella e ci siamo tornati a distanza di anni, visitando il sud del marocco invece delle cittá imperiali

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    1. ecco brava monica: seduta perenne sul pullman, non ci si crede, non si scende praticamente mai o solo per brevissime soste (che poi quando ci sono le "televendite" e vorresti approfittarne per sgranchirti le gambe vieni precettata e costretta a sederti nuovamente!!!
      no per carità. basta proprio.
      In effetti pensandoci no, quello del marocco non è stato l'ultimo. ci siamo ricaduti per la crociera sul nilo nel 2008, ma giusto perchè per comodità e tempi ristretti conveniva farla così: però è stata completamente diversa: le tappe di acquisto c'erano pure lì, ma le uscite in pullman erano molto più brevi e la sostanza e il contesto completamente diversi.
      mi dispiace non aver visto marrakesh, purtroppo non mi è ancora venuta voglia di rimediare, ma forse accadrà.
      il sud del marocco deve essere molto bello, dalle foto e dai racconti che ho visto.
      chissà un giorno magari...
      grazie monica, un bacione buona giornata!

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  5. carissima, mi sono letta d'un fiato tutti i tuoi racconti di viaggio notando, con rammarico, di non aver visitato nessuno dei tre posti che citi (e io a Marrakesh, che tu sconsigli, ci andrei eccome!). I miei "incompiuti"? Mah... non saprei. Intanto non scatto mai foto, tutti i miei ricordi li porto dentro di me, e poi credo che per ogni occasione mancata se ne presenti sempre un'altra, da cogliere al volo, basta saperla "vedere". Un abbraccione :)))

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    1. Come hai ragione faustidda bella! è vero: basta saperla vedere!
      Però no, non è che sconsiglio di andare a marrakesh, per carità, non lo farei mai !!!
      Non ci tornerei IO, anche se non l'ho vista, ma so che è bellissima, non mi sognerei di sconsigliarla. e poi in generale fatico a dare consigli (seriamente) su posti da vedere. per me il mondo è da vedere TUTTO. può essere che una cosa che non entusiasma me per te magari è meravigliosa. e poi dipende tanto anche dai momenti, dagli stati d'animo (ma rischierei di scrivere fino a domani mattina e non concludere mai questo commento...)
      Abbraccioni a te, buona giornata bella mia.
      tanti baci

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  6. Bellissimo il racconto dei tuoi Incompiuti...ho sorriso un po', e me ne scuso, leggendo la terribile esperienza in Marocco...mettiamola così anche questo serve a rendere più stimolante la lettura de " Il senso dei miei viaggi ".
    A presto, buona serata.
    Antonella

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  7. allora la maledizione dei giorni di chiusura non colpisce solo me ;)

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  8. Marrakesh merita sicuramente e la piazza è proprio il cuore pulsante ma hai visto talmente tanto che proprio tutto tutto non si può

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