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lunedì 23 agosto 2021

Creta orientale (seconda parte)

 

(Creta 2020, seconda parte)

Decidiamo di includere in questo secondo tour di Creta anche una località che la prima volta avevamo tralasciato non sembrandoci, almeno dalla descrizione della Routard, che valesse la pena di essere visitata.

Sbagliavamo di grosso!


Matala di per sé è un ex-piccolo borgo di pescatori che sorge attorno a una bellissima spiaggia delimitata da una scogliera in cui sono scavate innumerevoli grotte. Queste, negli anni ’60, divennero il ritrovo di numerose comunità hippy di tutto il mondo. Inizialmente in realtà erano abitazioni preistoriche, divenuti poi luoghi di sepoltura in epoca romana.



Oggi le GROTTE DI MATALA, indicate appunto come "cimitero romano", sono visitabili (arrampicandosi a proprio rischio e pericolo) al costo di 4€ a persona.

Tra i "figli dei fiori" più illustri passati da quelle parti: Bob Dylan e Cat Stevens, ma furono soprattutto le canzoni dell'album Blue di Joni Mitchell a farle conoscere al mondo. Da quel momento iniziarono ad affluirvi hippy dai Paesi più disparati, fino a che la popolazione locale, sostenuta dal vescovo di Górtina, si oppose a questa sorta di invasione e li cacciò.


Attualmente, dei fasti rivoluzionari di un tempo resiste solo lo slogan, verniciato su un muretto:"Today si life, tomorrow never comes!".

Ma oltre allo scenario fuori dal comune, il mare caldo e cristallino che ne lambisce la spiaggia la rende un luogo davvero paradisiaco.

Tuttavia siamo qui solo di passaggio in quanto la nostra destinazione è Plakias, una località adocchiata lo scorso anno dall’alto di una scogliera poi con un breve passaggio al suo interno che è bastato a farcene innamorare perdutamente.


Comoda, accogliente, “semplice” e quindi estremamente rilassante. Fatta di un piccolo corso di negozietti che in realtà sono 4 in tutto, più svariati piccoli supermercati. E poi una bella, lunghissima spiaggia con splendide calette, specie quelle di fronte al nostro albergo, situato nella parte finale del paese, defilato dal centro (dove comunque si arriva a piedi in 10 minuti), con una magnifica vista sul mare.



Perché per noi la vacanza in Grecia, e a Creta in particolare, significa essenzialmente mare, ma non tour compulsivi per le spiagge.


 Siccome quello che ci sta più a cuore è l’assoluto relax, tendiamo a concentrare le visite culturali e naturalistiche, soprattutto negli spostamenti tra una tappa e l’altra. Poi, una volta sul posto ci piace abbandonare la macchina per qualche giorno (tranne la sera magari per raggiungere qualche ristorante) e goderci quello che ha da offrirci la località prescelta. Ecco perché scegliamo sempre sistemazioni fronte mare che tolgono la voglia di andare a cercare alcunché di diverso.



La cosa molto bella di Plakias è che dispone, nelle immediate vicinanze, di una serie di borghi di montagna in cui è possibile recarsi la sera per fare ottime mangiate e passeggiate al fresco. In particolare ci sentiamo di consigliare:

Per mangiare

Dionyssos a Mirthios, che è un minuscolo borgo fatto di vicoli e tante scale, con piccoli negozietti di artigianato. La locanda ha una vista spettacolare, proprio all’entrata del paese e conviene andarci non più tardi delle 19:30 per godere di un magnifico tramonto. Di per sé il locale, almeno esternamente, non ha il fascino delle taverne greche: è piuttosto moderno e spartano, ma la cucina è estremamente curata, con piatti particolari e fuori dalle offerte turistiche.



Elia a Sellia (cui si arriva attraverso una magnifica strada panoramica a picco sul mare), che offre cucina tradizionale cretese in un ambiente arredato nei minimi dettagli con estrema cura e fantasia. I prezzi sono un po’ più alti della media ma giustificati dai sapori davvero sopraffini. Assaggiamo qui per la prima volta la "HORTA", che in realtà significa "misticanza", quindi può capitare un po' di tutto. Ce la propongono ripassata in padella con aglio in camicia e pomodori ciliegini. Più amara della cicoria, ma così saporita e particolare da risultare molto più buona della sua parente più nota. Poi è la volta dello XINOCHONDROS (grano macinato in acido)



 che è la miscela bollita di latte di capra e/o pecora fermentato e "chondros", grano (o anticamente farro decorticato) macinato grossolanamente. Miscela che poi viene fatta essiccare al sole. Una specie di bulgur dunque, o di fregula sarda, solo più sostanziosa condita con melanzane, zucchine e patate cotte nel pomodoro. Terminiamo con qualcosa di leggero: saccottini fritti ripieni di formaggio e cosparsi di miele. Questi li avevo già assaggiati, ma mai così buoni. Farciti di MIZITHRA, un formaggio tipo ricotta, sempre di pecora e capra, dal sapore però 10 volte più forte della ricotta.



Esperienza mistica, che di dolce non ha nemmeno il miele, tanto è forte e preponderante il ripieno. E con enorme rammarico facciamo le nostre scelte fra miriadi di altre proposte. Un luogo in cui tornare assolutamente.

Per dormire

HORIZON BEACH HOTEL, gestione famigliare premurosa e gentile. Stanza magnifica, vista spettacolare. Non sono previste la colazione (che si paga a parte 7€ e si consuma in un giardino al fresco di piante e alberi fioriti), né le pulizie quotidiane delle camere, almeno in questo anno di covid. Assoluto rispetto delle norme anticovid nelle aree comuni e dispenser di gel disinfettanti disposti a ogni angolo.

 



Qui per l'itinerario completo e la prima parte del viaggio

6 commenti:

  1. Grazie anima mia, è bello viaggiare con te.
    Mandi

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    1. Grazie sempre a te, Rosetta: è bello sapere di portarti in viaggio con noi. Un abbraccio grandissimo.
      Mandi

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  2. Anche quest'anno niente vacanza all'estero :-( a dir la verità niente vacanza..punto..
    Mi godo queste immagini e continuo a sognare che tornerà anche per me il momento di rimettermi in viaggio..

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    1. Tornerà sicuramente presto, Consu. In compenso avrai fatto cose bellissime per e con il tuo piccolo ometto <3 bacioni grandi, grazie di essere passata

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