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venerdì 7 febbraio 2014

Oltre i legami di sangue - Strangozzi umbri con zucchine, cotto e gorgonzola


Da qualche tempo a questa parte, una piacevole e sorprendente compagnia femminile è entrata a far parte della mia famiglia di origine, allietando della sua presenza le cene abituali del venerdì sera a casa dei miei.
Brillante, simpatica, molto socievole e soprattutto tenace abbastanza da sopportare quella testa un po’ calda e costantemente fra le nuvole del mio adorato fratello.
Del resto sarebbero pure nati lo stesso giorno dello stesso mese: un qualche valore simbolico questo particolare dovrà pur averlo.
Stesso giorno erano nati pure i suoi nonni, altro dettaglio curioso su cui scorrono affinità delle più varie e disparate.
Affinità che si estendono anche agli altri membri della famiglia, naturalmente, e alla sottoscritta in particolare.
Il fatto stesso che si parli di libri, di cucina, di vino, di impasti di torte come di aspirazioni lavorative in fondo molto simili (e al momento parimenti frustrate), ci ha posto immediatamente nella condizione beata di trovarci d’accordo su tante cose.
Quando poi siamo arrivate a scambiarci libri e consigli di lettura, con recensioni puntuali approntate sul momento, la scintilla, almeno per ciò che mi riguarda, è scattata immediatamente e per sempre.
Ma non sapevo ancora che la questione potesse andare anche oltre.
Molto oltre.
Un venerdì sera qualunque: la paella per cena, un mio esperimento di torta come fine pasto, un vino di tutto rispetto da lei presentato e magistralmente servito in virtù di tutti i suoi pregressi studi da sommelier.
La serata scorre tranquilla fino a quando il mio papà decide di servire un liquore a completamento del tutto e va a prendere, nell’ordine, bottiglia e bicchierini in cui mescerlo.
I calici del vino ancora sulla tavola.
Briciole di torta sparse qui e là, qualche dettaglio ancora da sparecchiare.
Lei seduta di fronte a me: noi conversiamo amabilmente, i nostri rispettivi 3/4 sorseggiano il vino, papà armeggia (pericolosamente) con la bottiglia di liquore e mamma sparecchia.
Succede tutto in un attimo:
la bottiglia di vino pregiato si accascia sulla tovaglia, un calice la segue, il liquido rosso rubino, con tutti i suoi sentori di sottobosco, aromi di legno e retrogusto di vattelapesca, mi investe in pieno.
E senza trascurare alcun dettaglio annaffia, nell’ordine: pantaloni, maglione, lupetto sottostante e cuscino della sedia.
Tutto, niente escluso.
Che se avessi avuto ancora i capelli lunghi non ne sarebbero stati risparmiati manco loro.
Silenzio, scena sospesa, un mutismo attonito coglie tutti i presenti.
Mi paralizzo anche io ma giusto per un attimo perché poi sono subito pronta a scagliarmi sul mio povero papà che staziona in piedi proprio accanto a me con la bottiglia di liquore in mano dopo avermi chiesto, un attimo prima, se ne volessi anche io.
Consapevole della sua proverbiale e universalmente nota sbadataggine , che poi è pure la mia, mi chiedo però come abbia fatto, stavolta, a buttare per terra una bottiglia che si trova dalla parte opposta del tavolo, mentre ne teneva in mano un’altra…
Deve essersi specializzato.
Deve aver affinato tecniche e messo a punto nuove mosse segrete.
Sguardi di disappunto/rimprovero/commiserazione, prendono a trafiggere entrambi, da ogni lato del tavolo.
E ancora più grande quindi è la sorpresa quando si realizza che no (una volta tanto) non è stata colpa sua!
E nemmeno mia.
Esclusi quindi i due sfascioni di casa, resta evidente che il fattaccio l’ha combinato lei, la mia dirimpettaia, che nel tentativo di preservare calici e vino ha finito invece per schiantare il tutto dritto in orizzontale.
Rimane di sasso, mortificata e dispiaciuta.
I bellissimi occhi verdi spalancati (e ancora più magnetici) per l’incredulità.
Ma è solo perché non capisce l’altissimo valore simbolico di questo evento.
L’incommensurabile significato escatologico di tutta la questione.
I livelli altissimi di somiglianza che irrimediabilmente rende manifesti.
Mentre corro in bagno a smacchiare perlomeno il maglione (giusto perché l’ha fatto mamma e pare brutto lasciarlo così), penso e rimugino su tutta la faccenda, mentre lei, sempre più contrita, mi segue per scusarsi ancora una volta.
Non può cogliere, giustamente, la grandezza intrinseca di questo suo gesto involontario.
Il mondo che ha schiuso.
L’unione viscerale che ha evidenziato.
Scambia il mio stupore per disappunto (sì certo, non rientrava nelle mie aspirazioni, perlomeno più immediate, quella di farmi una doccia di vino, io che manco bevo, con tutti i vestiti addosso, ma questo è davvero l’aspetto meno rilevante…).
Annaspa cercando le parole per rimediare.
Mentre un unico pensiero prende a rimbalzare  nella mia mente.
La gioia di una nuova consapevolezza comincia a prendere posto nel mio cuore
Un’unica conclusione iniziano a trarre le mie riflessioni:
È  lei! Non può essercene una più giusta.
E gli sfascioni di casa, con grande rimonta e sopraggiunta parità, signore e signori, salgono a tre!
<3 <3 <3



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Le zucchine non sono certamente di questo periodo, ma la voglia d'estate sì, allora per appagarla (almeno un po') vanno bene anche le uniche che si trovino al momento, cioè quelle nere, molto acquose, a patto che si cuociano quel poco che basta ad ammorbidirle un po' lasciandole però croccanti.
Con questo condimento di solito faccio la pizza, e anzi lì sopra a cottura ultimata metto anche qualche foglia di radicchio.
Sulla pasta è ancora più gustoso, con o senza radicchio finale...

Ingredienti (per due)
250 gr di strangozzi
2 zucchine nere medie
1 etto di prosciutto cotto in un’unica fetta
2 cucchiai abbondanti di gorgonzola dolce
1 spicchio d’aglio
1 goccio di latte (meno di mezzo bicchiere)
Olio extravergine d’oliva
Sale
Pepe nero

Procedimento
Mettere a bollire l’acqua per la pasta e nel frattempo scaldare lo spicchio d’aglio tagliato a metà in una larga padella con un po’ di olio.
Unire le zucchine tagliate a dadini e far saltare a fuoco vivace per una manciata di minuti (devono rimanere croccanti e non disfarsi).
Aggiungere anche il prosciutto cotto a dadini, salare, eliminare l’aglio e spegnere il fuoco.
Lessare la pasta, scolarla al dente e farla saltare in padella con il condimento aggiungendo, se necessario, un po’ di acqua di cottura.

Mantecare con il gorgonzola stemperato con due dita di latte, spolverizzare con pepe nero e servire subito.

11 commenti:

  1. ...leggere i tuoi racconti è una cosa che mi piace molto...leggerli poi di primo mattino, quando ancora tutta la casa dorme, è per me l'augurio che sia una giornata serena...perchè riesci sempre a farmi sorridere...e anche se è il momento della colazione, questo tuo primo piatto è davvero invitante...mi sembra di sentirne il profumo!!!!
    Buona giornata cara Luna!!!
    Un abbraccio fortissimissimo!

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    1. Buona giornata a te, amica bella.
      abbracci stritolosi e grazie sempre, per tutto.

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  2. Guarda, se avessi in casa tutti gli ingredienti me lo farei subito, questo bel piatto di pasta, mette una voglia... Quando hai parlato della bottiglia che si accascia sulla tovaglia per poco non mi scansavo anch'io, tanto è realistico e coinvolgente il tuo racconto: mi sembrava di essere seduta là :D :D :D
    Buon fine settimana.

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  3. Mi presento. Sono la sfasciona, il nuovo acquisto. Perennemente distratta, mi hanno disegnata così... Così distratta e paperina che ci ho messo un'intera serata per pubblicare il post che mi accingo or ora a scrivere... Scena narrata magistralmente, ancora sorrido perché ho vivo il ricordo della situazione, della mia goffaggine e la mia espressione esterrefatta di fronte al vino volante, bicchieri svenuti e un'aria silenziosa tipica del colpo di scena in un film dove si svela che il colpevole è il maggiordomo. Grazie per le belle parole, mi sono commossa. Sei fantastica e speciale! :) Grazie di cuore <3 <3 <3

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  4. Che buona questa pasta, semplice e gustosa. Perfetto condimento per un formato così diverso.
    bacioni

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  5. Scusa a parte il piatto favoloso me son sbellicata dalle risate immaginavo la scena quasi uguale a quella che combina un nostro amico quando arriva meglio saldare tutto altrimenti è un macello e come fa...nessuno lo sa perchè lo vedi fermo e tutto attorno a lui crolla.... Ciaooo buona giornata.

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    1. ecco, è importante e bellissimo avere amici così, edvige: tirano su il morale, mostrano lati diversi di vedere le cose (una bottiglia a testa in giù, un bicchiere spatasciato sul tavolo, etc)...difficile annoiarsi con un amico così!!
      Tanti bacioni bella, buona giornata<3

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  6. Questa l'avevo persa.....guarda proprio stamani presto a yoga un'amica passando ha fatto cadere dei mattoni di legno dritti sul mignolino del piede di una malcapitata che presa con la punta si è pure tagliata....per la serie mal comune mezzo gaudio. Un bacione.

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