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mercoledì 2 novembre 2016

Prontezza – Treccine di ricotta


Mi piace svegliarmi di notte e non riuscire a riprendere sonno.
Sono momenti di quiete assoluta in cui posso leggere, pensare, cincischiare sul tablet in modalità silenzioso o anche accendere la televisione a volume basso basso che tanto l’amato bene ormai è abituato.
Mi piace dormire fino a tardissimo il sabato o la domenica mattina, o ancora meglio tutte e due i giorni. Mi piace ancora di più svegliarmi alle 5 o alle 6, stare sveglia un bel po’ e poi riaddormentarmi fino alle 11.
Domenica 30 ottobre è andata esattamente così, solo che alle 7:41 non mi ero ancora riaddormentata ed ero tutta concentrata a creare la mia wishlist dopo aver scaricato l’app di Leroy Merlin.
L’amato bene ronfante alle mie spalle si alza improvvisamente a sedere sul letto.
Io, vigile e attenta (se fa pe dì) da più di un’ora, me lo guardo aspettando che si svegli del tutto e capisca di aver fatto solo un brutto sogno.
Sono perfino pronta a consolarlo con una pacca sulla spalla e dirgli che può rimettersi giù, visto che con il ritorno all’ora solare abbiamo pure più tempo davanti, stamattina!
Non è niente amore, lo conforto con un sorriso di ironia mista a pena
Scricchiola tutto, sibila lui atterrito.
 E che c’è di strano? penso fra me e me -  i tavelloni di legno che ricoprono il pavimento lo fanno sempre: basta che passi una macchina sulla strada che parte il concerto.
Ma non faccio in tempo ad allungare la mano per accarezzargli la testa cercando parole di conforto che sento il letto muoversi, la sveglia sul comodino vibrare, il rumore dei legni aumentare e la vicina, che di solito scende i gradini (pure quelli di legno), lentamente uno ad uno, scapicollarsi giù alla velocità della luce.
Colta (finalmente) da illuminazione improvvisa zompo anche io giù dal letto e raggiungo l’amato bene sotto lo stipite della porta.
Ma tu che eri sveglia non hai sentito niente??
Mica tutti i giorni incappo in un terremoto. Ero distratta, impreparata. Fiduciosa, nel rumore consueto e rassicurante dei legni che scricchiolano.
Chiamo mamma, segue conversazione surreale:
No, io pensavo di avere un capogiro, ho detto: oddio ma che mi sta succedendo? Sto male! Solo dopo me ne sono resa conto, quando ho visto lo stendino oscillare, poi ho acceso la tv e ho scoperto che invece era il terremoto.
E papà? No, lui non ha sentito proprio niente, era in giro per la sua solita camminata. Glielo hanno detto quando si è fermato al bar.
L’amato bene, che nel frattempo ha aperto per sicurezza la grata di accesso a casa e preparato così una eventuale via di fuga, torna in camera per recuperare pigiama, ciabatte e lucidità, e coglie gli ultimi stralci del dialogo.
Quando attacco mi guarda ancora incredulo
Certo che tu, tuo padre e tua madre, con questa spiccata sensibilità a fiutare il pericolo, dovreste occuparvi del pronto intervento per l’evacuazione degli edifici...

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La ricetta di queste treccine è di Luca Montersino, io però l’ho scoperta sulla pagina facebook di Stefania Arabafelice. Da quando l’ho letta a quando ho deciso di farla trascorsa un’oretta scarsa: il tempo di correre all’alimentari a comprare la ricotta. Sono morbide e dalla consistenza umida. Sanno di panna, di burro e di buono. Ma dentro non ci sono né panna, né burro, né olio, né uova. Pochi ingredienti, pochissimo tempo per farle e la colazione è pronta (ma fredde sono ancora più buone!). Di seguito la mia versione con piccole sostituzioni.

Ingredienti (per circa 12 treccine)
250 gr di farina di farro
180 gr di zucchero di canna
375 gr di ricotta di pecora
Mezza bustina di lievito per dolci (8 gr)
1 cucchiaino raso di sale (5 gr)
Buccia grattugiata di mezzo limone

Per la copertura:
latte di riso, zucchero di canna

Procedimento
In una ciotola capiente amalgamare la farina, la ricotta, lo zucchero, il sale, il lievito e la buccia grattugiata del limone, evitando però di lavorare troppo l’impasto. 

Formare delle palline da circa 60 gr l’una e lavorarle in piccoli cilindri da intrecciare due a due.

Disporre le treccine su una teglia ricoperta di carta forno, spennellarle con il latte di riso e spolverizzarle di zucchero di canna.
Cuocerle a 170° per una ventina di minuti, secondo il forno.


 Note
Come dice Stefania, si possono anche congelare e tirare fuori dal freezer una mezz’oretta prima di consumarle

12 commenti:

  1. e se non ci sono né burro né uova te pareva che io non mi scapicollassi qui? Cosa che non hai fatto tu, per le scale, NON sentendo il terremoto. Spero che per voi (o forse dovrei dire solo "per tuo marito"!) si sia risolto tutto in una brutta esperienza senza strascichi. Il Centro Italia è in ginocchio :(((( Un bacione Luna cara :*

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    1. No no noi nessuno strascico, solo qualche attimo di apprensione. Ma se lo abbiamo sentito noi da qui immagino le povere persone nei pressi dell'epicentro.
      tanti bacioni a te, Faustina bella.

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  2. Non mi ci fare pensare va.. eravamo svegli anche io e Ric.. che stava guardando a letto su youtube con lo smartphone gli episodi di Mariottide.. Una paura.. ti dico.. una paura assurda.. Una scossa tremenda.. che sembrava non finire mai.. Poi la Tv.. le prime notizie..e il dispiacere.. :-( vabbè speriamo si plachino! Golose le tue treccine invece.. con la ricotta nell'impasto devono essere deliziose davvero! smack

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    1. Meglio non pensarci infatti. quello che ha stupito anche noi è stata la durata della scossa: io non me ne ero accorta, ma ho avuto tutto il tempo per farlo... Un bacione a te Cla, buon fine settimana!

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  3. Deliziosi questi biscotti alla ricotta e molto invitanti!

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    1. Grazie! più che biscotti sono una specie di tortine. hanno una consistenza molto morbida. un bacione!

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  4. Capisco i rumori familiari delle assi di legno che si assestano ed io ho anche la ferrovia a fungere da alibi x non sentire assolutamente nessun altro rumore..nemmeno il terremoto!!! E' anche vero che nella mia zona si percepisce pochissimo ma posso solo immaginare la paura :-(
    Dopo quest'esperienza una colazione soffice e coccolosa (ma senza sensi di colpa..) è d'obbligo!

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    1. anche io ho la ferrovia nelle vicinanze, ma anche per me è un solido alibi!
      Buon fine settimana consu, baci!

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  5. Il terremoto ha svegliato di soprassalto anche me, che ero dai miei genitori per il ponte. Peccato non aver trovato per colazione nulla di simile a queste squisite treccine. Complimenti Luna e un abbraccio

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    1. Spero sia tutto ok dai tuoi genitori. Quanto alle treccine, puoi farle alla prima occasione, anche per loro! Abbraccio fortissimo a te. e tanti baci

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  6. Buone da provare. Si io l'ho provato con il terremoto del Friuli vicino a Trieste e ancora non l'ho scordato.Abbiamo sentito la seconda scossa forte fino a Trieste il lampadario oscillava ed il divano pure si muoveva l'ho sentito molto perchè sono anche al 7 piano. Buona fine settimana un abbraccio.

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    1. Mamma mia, al settimo piano deve essere terribile, se penso che da noi si èse bruto così forte solo al primo! Buona settimana a te Recife, un bacione!

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