Pagine

mercoledì 24 ottobre 2018

Fiducia - Muffins al vapore



“Sono molto felice che ti piaccia, ma non è che ora tu la debba usare proprio sempre”.
Il mio entusiasmo per la nuova vaporiera procede di pari passo con la preoccupazione dell’amato bene per ciò che potrei farne.
Che poi: quali pericoli si nasconderanno mai dietro quest’innocuo attrezzo? Che ci potrei mai fare?
Cuocere ovviamente.
Ma il punto è proprio quello.
Il primo sussulto, l’uomo di pochissima fede, lo ha quando decido di farci il riso per il suo pranzo da portare in ufficio.
“Perché devo fare da cavia proprio io?”
L’insulsa domanda prevede una risposta altrettanto scontata: mica sono io che pranzo fuori.
Io me lo cucino fresco, il riso (eventualmente in pentola tradizionale.. ma sono dettagli).
Una prima volta ci dovrà pur essere.
Ma dopo l’iniziale titubanza, e in barba alle più pessimistiche previsioni, già dal primo assaggio lo trova buono.
Buonissimo il giorno successivo quando apre il suo portapranzo in ufficio e ne gusta il contenuto.
Lo vedi? – lo sfotto convinta mentre dentro, segretamente, tiro un sospiro di sollievo.
E poi è la volta di broccoli, zucche, zucchine, patate, perfino dei pomodorini che devo spellare.
Tutto cotto a puntino e con grande soddisfazione di non dover usare nemmeno un goccio di olio, se non a crudo, a cottura avvenuta.
È quando decido di provare a farci un dolce che la preoccupazione sale alle stelle.
In effetti anche la mia, eh?
Che i panini al vapore che fanno in Cina o in Giappone non è che mi facciano proprio impazzire.
Ma decido di provare lo stesso. Con una ricetta che non prevede nemmeno un grammo di grassi, animali o vegetali, nell’impasto.
Nemmeno lo zucchero, se è per quello.
Ma  visto che lo sciroppo d’agave non ce l’ho, lo sostituisco con qualche cucchiaio di zucchero di canna. Proprio perché mi sento in vena di esagerare.
“Sento un odore, ma proprio leggero leggero di dolce. Non come quando li fai al forno” – constata nostalgico e sfiduciato l’amato bene mentre a me quasi esce una lacrima di commozione scorgendo, tra i fumi del vapore, le meravigliose gobbette dei muffins formarsi nonostante tutto. Nonostante il tipo di cottura e tutte le vibrazioni negative che li minacciano.
Allungo giusto di altri cinque minuti la cottura, nell’ansia che non siano cotti perfettamente, data la novità assoluta anche per me.
Ma quando li “sforno” quasi non credo ai miei occhi.
Gliene porto un pezzetto fragrante, appena uscito.
“no grazie, è quasi ora di cena, casomai dopo”
Che è diventato domani perché a cena siamo stati fuori.
Ma sono i numeri a parlare:
Domenica, tondi e perfetti, 12 muffin.
Oggi, mercoledì: 2 superstiti.

@@@@@@@@@@@@

Io non so se la ricetta originale prevedesse realmente la totale assenza di olio o burro o se non sia stata piuttosto una dimenticanza. Sta di fatto che li ho voluti provare così, proprio senza grassi (a parte quelli delle uova), e non me ne sono pentita. La consistenza è, ovviamente, sofficissima. La mia paura più grande era che non lievitassero o che risultassero gommosi. Niente di tutto ciò. Oltre ad essere cresciuti alla perfezione, hanno mantenuto un’umidità e una morbidezza che va oltre quella di una normale torta di mele.
Bisogna provarli per capire!
Ma attenzione: non bisogna avere per forza una vaporiera per farli.
Si possono mettere gli stampini per muffin direttamente in una pentola con due dita d’acqua e cuocere coperto sempre per 20-25 minuti.

Ingredienti (per una decina di muffin secondo la grandezza degli stampini)
250 gr di farina di farro
70 gr di zucchero di canna
30 ml di latte di riso o altra bevanda vegetale
2 uova
1 vasetto di yogurt bianco al naturale
1 mela grande
1 cucchiaino colmo di cannella in polvere
1 bustina di lievito (16 gr)

Procedimento
Riunire in una ciotola la farina, il lievito, lo zucchero e la cannella. In un’altra versare le uova, il latte, lo yogurt e mescolare con cura. Unire i due composti lavorando il minimo indispensabile e aggiungere la mela tagliata a dadini. Riempire gli stampi per ¾ e disporli nella vaporiera o in alternativa in una pentola con due dita d’acqua e cuocere per 20-25 minuti.


6 commenti:

  1. Ma che figata! Potrei provare a cuocerli nella vaporiera cinese di bambù ^_^

    RispondiElimina
  2. Vabbè la vaporiera è una figata, io sono già alla terza :) però ultimamente la sto trascurando perché non ho il tempo di sperimentare: vuoi vedere che se mi passi le ricette bell'e pronte mi ci rimetto ad usarla?
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io è la prima volta che ce l ho in casa e devo dire che la trovo comodissime, specialmente per cuocere il riso o le verdure:da tutto da sola e non si sporca niente. E la cottura risulta sempre perfetta.
      Sono diventata una sua Grande fan!!
      Abbracci a te, Tatiana

      Elimina
  3. a me fa tristezza.... ma forse perché non ho mai mangiato le cose giuste cucinate nel modo giusto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me prima di averla!
      E l ho sempre considerata abbastanza inutile. Invece l'ho scoperta utilissima specie per le preparazioni di base. Poi certo...Non si può paragonare a una friggitrice!! Un bacione Fede

      Elimina

Grazie della visita, lascia un segno del tuo passaggio, sarò felice di risponderti