"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

mercoledì 16 gennaio 2019

Senza “senza” - Torta arrotolata al pistacchio



La prima ricetta del 2019 è stata, nemmeno a dirlo, quella di un dolce.
La seconda (naturalmente) è ancora un dolce, ma di quelli senza esclusione di colpi. Che poi a pensarci bene nemmeno è vero, considerato che per esempio il burro non c’è e quindi qualche colpo lo abbiamo pure escluso!
È però un dolce spettacolare, sia per il gusto sia nell’aspetto. Apparentemente complesso da realizzare in realtà…un semplice rotolo alla nutella declinato in altro modo e alla portata perfino di un’impedita con la sac a poche, come la sottoscritta.
Che poi della sac a poche si potrebbe pure fare a meno, volendo.
Insomma: non ci sono scuse, per provarlo.
Sembra difficile ma non lo è.
Sembra lungo e arzigogolato ma per farlo ci vuole si e no un’oretta.
Sicuramente è un dolce scenografico, di quelli belli da presentare a un compleanno, quale , nella fattispecie, quello della mia mamma.
Sul web gira con il nome di Torta Nocciottella, perché fatta appunto con Nutella e nocciole. Siccome nella mia famiglia di origine mio fratello, presumibilmente rapito dagli alieni quando era ancora in fasce, la nutella non la mangia (…ebbene sì), mi è toccato sostituirla con qualcosa di altrettanto, se non maggiormente, degno. Allora ho pensato alla crema di pistacchio. E qua si apre un capitolo a  parte.
La crema di pistacchio ha un certo costo ma anche nel suo ambito se ne distinguono di più o meno buone a seconda della percentuale di pistacchio in esse contenuta. Essendo questa torta costituita da pochi ingredienti, cercatene una con una percentuale di almeno il 35-40%.
La bontà della torta vi ripagherà dell’investimento.
Reperito il prezioso bottino non vi resta che andare all’alimentari di fiducia a prendere un’ottima e freschissima ricotta di pecora, evitando come la peste quelle in vaschetta del supermercato che, oltre a sapere di plastica, sono addizionate di panna. Sempre per il discorso che gli ingredienti, questi sono: fondamentale è che, almeno, siano buonissimi.
Ah sì, poi il mascarpone. Prendete il più buono che ci sia, ovviamente.
E le uova possibilmente bio, da allevamento a terra e galline felici considerato che ce ne vorranno ben 5!
Eseguiti tutti questi  onerosi compiti, non vi resta che mettervi al lavoro!

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Qualche piccolo, ulteriore, suggerimento:
-     -  Non fate il mio stesso errore di pensare di poter preparare la base il giorno prima: dovendo arrotolarla, c’è il rischio concreto di ritrovarsi con una suola di gomma che non risponderà ai vostri comandi e addio sogni di gloria. In fondo perché si raffreddi ci vuole davvero poco tempo. Giusto quello per preparare la farcia.
-     -  Armatevi di un vassoio non troppo grande. Con le dosi indicate di seguito verrà fuori una torta piuttosto piccina, del diametro di 18-20 cm al massimo e del peso di circa 1kg (1,078 kg, la mia). Basterà per 6 persone (anche perché sviluppa in altezza), ma senza poter fare il bis.
-     -  Preparatela con sufficiente anticipo da poterla riporre in frigorifero per almeno un paio d’ore a rassodare.
-     -  La nota scenografica è assicurata anche al momento del taglio: essendo arrotolata, ogni fetta presenterà delle belle righe verticali. Più marcate se avrete usato una crema al cioccolato, un po’ sbiadite ma molto raffinate nel caso della crema al pistacchio.


Ingredienti (per 6 persone)

Per la pasta biscotto
5 uova a temperatura ambiente
70 g di zucchero semolato
50 g di farina 00
70 g di olio di girasole
Mezza bustina di vanillina
Per la farcia
250 g di ricotta di pecora
250 g di mascarpone
3-4 cucchiai di crema di pistacchi
Per decorare
100 gr di granella di pistacchi
Una decina di nocciole intere

Procedimento
Innanzitutto separare gli albumi dai tuorli, poi con l’aiuto di uno sbattitore elettrico montare a neve fermissima gli albumi, aggiungendo poco alla volta lo zucchero.
Mettere via lo sbattitore e armarsi di frusta manuale con al quale unire tuorli uno alla volta, mescolando il composto dal basso verso l’alto.
Successivamente incorporare la farina setacciata stando sempre molto attenti a non smontare il composto. Infine aggiungere l’olio di semi e la vanillina.
Versare l’ impasto su una placca ricoperta di carta da forno e cuocere a 190° per 10-15 minuti o fino a doratura. Attenzione a non cuocerla troppo altrimenti la pasta biscotto al momento di arrotolarla si spaccherà.
Una volta sfornata, lasciare raffreddare la base su una griglia (quella del forno andrà bene).
Nel frattempo preparare la farcia: in una ciotola unire la ricotta, il mascarpone e la crema di pistacchi, che comunque andrà dosata secondo i gusti, compiendo il sacrificio di assaggiarla…. Amalgamare bene tutti gli ingredienti con l’aiuto di un cucchiaio. Nel caso in cui il composto dovesse risultare troppo denso aggiungere un goccio di latte o di liquore (io ho aggiunto due cucchiai di Vov).
Riprendere la base ormai fredda e  con l’aiuto di un centimetro, tagliarla in strisce larghe 5 cm. È fondamentale che siano tutte uguali perché una volta arrotolate andranno a costituire la torta stessa che dovrà avere una superficie piatta.

Spalmare la crema sulla prima striscia e arrotolarla su se stessa stringendo un po’ . 


Disporla al centro del vassoio, quindi spalmare progressivamente le altre strisce e arrotolarle intorno alla prima, fino a esaurimento.
Ricoprire la torta così’ formata con quasi tutta la crema rimanente, lasciandone da parte giusto un po’ per la decorazione finale.


A questo punto disporre un piattino di plastica al centro della superficie della torta e decorare con la granella di pistacchi fino a coprire  bene i lati della torta e un piccolo bordo sulla superficie. 

In questo modo la parte centrale resterà pulita.


Sollevare delicatamente il piattino riempire una sac a poche con la restante crema. Formare sulla parte più esterna della superficie dei riccioli e per finire aggiungere una nocciola intera su ogni ricciolo.

Conservare in frigo fino al momento di servire.





martedì 8 gennaio 2019

Beata me - Torta di mele, noci e uvetta



Il fatto che non si sia più dato conto qui, fra queste pagine, degli impeti di bricolage dell’amato bene, non significa che questi siano rimasti sopiti.
Abbiamo potuto assistere, semmai, a un loro felice (solo per lui) esplodere e permeare di gaudio ( e polvere) le feste di Natale.
In cui lui non era in ferie.
Io sì. E diligentemente mi ero programmata tutta una serie (noiosa ma necessaria) di cose da fare.
Tipo lavare vetri e tende, spolverare le porte, pulire le mattonelle del bagno e altre, simili, piacevolezze.
Poi arriva lui, che nei ritagli di tempo, tipo le due ore che intercorrono fra quando torna dall’ufficio e l’ora di cena; il sabato pomeriggio mentre io traffico in cucina; la domenica mattina mentre io dormo come se non lo avessi mai fatto in vita mia….scartavetra, pialla, rivernicia, smonta e rimonta le assi del pavimento di legno del piano superiore.
Che effettivamente andava cambiato, nessuno lo nega.
Da tre anni che siamo in questa casa diciamo che quel marrone scuro non ci piace e vorremmo tutto bianco.

Ma non è che finora eravamo stati in panciolle.
E certo il lavoro è tanto.
Che noi mica ci accontentiamo di comprare un pavimento di legno qualsiasi, chiamare un tizio che tolga quello vecchio e metta il nuovo e chi s’è visto s’è visto.
Nossignori. Noi siamo quelli che, appurata l’impossibilità tecnica di riverniciare le attuali assi, per usura e per tutti i molteplici strati di impregnante che gli ha passato sopra il vecchio proprietario, le abbiamo ricomprate. Evviva! - si sarà portati a pensare.
Se non fosse che le abbiamo prese di legno naturale.
Cioè da verniciare. Ovviamente in completa autonomia.
Una, due, tre volte, che il bianco mica è così coprente.
E poi trattare con il protettivo.
Per un totale di quattro “mani” e relativi tempi di asciugatura fra una e l’altra.
Nell’attesa di ciò, si smontano le vecchie. Una ad una, non prima di aver spostato armadi, letti, scrivanie, comodini e cassettiere varie.
E si rimontano le nuove.
Ma mica tutto insieme: un pezzetto di stanza alla volta. Altrimenti i mobili dove li accatastiamo? O, più banalmente, dove dormiamo?
Dopodiché, si rivernicia anche tutto il riverniciabile che ormai stona col nuovo colore. Mobili, porte, cornici…mentre già mi vedo riverniciate di bianco pure le statuine dei Masai.

E quindi lavoro enorme, lunghissimo. Considerato che lo fa da solo e nei ritagli di tempo. Bravo, eh? Per carità. È l’invidia di mamme, zie e amiche, pronte a ricordarmi quanto sono fortunata ad avere un marito così!! Ma a volte, come dire, lo cederei in prova volentieri vorrei che lo fosse anche un po’ meno, bravo.
Che poi non sporca nemmeno più di tanto: è attento a creare il minor disagio possibile, a ripulire tutto ogni volta, aleggiando quasi in maniera invisibile sui luoghi deputati, questo sì. Ma la polvere è polvere e quella fa per conto suo.
E di tempo ce ne vuole.
Tantissimo.
Sarà per questo che la mattina di Natale, alle 11:30, mentre il tacchino sfrigolava in forno e io terminavo di preparare l’aperitivo in attesa degli 8 commensali, lui scompare al piano di sopra e lo ritrovo così, 

con la porta dello studio smontata, intento a “darle una prima mano di vernice”.
Che quelle no, non le ricompriamo.
“E se non approfitto di ogni occasione, quando affittiamo?”

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L’idea di questa torta nasce da qui, dove si chiamava “Ciambellone d’autunno”. Ho cambiato poi la farina, il tipo e la quantità di zucchero, l’olio e il tipo di liquore. Morbida, buonissima…sa proprio di autunno! E pazienza se siamo in inverno inoltrato.

Ingredienti
200 gr di farina di farro
100 gr di farina integrale di farro macinata a pietra
160 gr di zucchero di canna
100 gr di gherigli di noci
100 g di uvetta
80 g di olio di riso
2 mele medie
35 ml di Moretta di Fano (o rum)
65 ml di acqua
3 uova
1 bustina di lievito

Procedimento
Tritare grossolanamente le noci e mettere a bagno l'uvetta nel rum. Pulire le mele e tagliarle a cubetti.
Rompere le uova in una ciotola capiente e montarle leggermente con lo zucchero. Aggiungere quindi l'olio, l'acqua, il rum e il lievito.
Unire poca alla volta la farina di farro setacciata con il lievito continuando a mescolare e, da ultimo, incorporare anche la farina integrale.
Infine aggiungere l'uvetta strizzata, le mele e le noci.
Versare l’impasto in uno stampo oliato e infarinato e cuocere in forno (preriscaldato) a 180°C per 45 minuti circa.



domenica 30 dicembre 2018

Felice anno nuovo - Ghirlanda di Wurstel



Non sono ancora finite, no.
Di feste e grandi abbuffate ne rimangono almeno un paio.
Tre, per chi, come noi, le saluta in grande stile il 6 gennaio, con un (altro) pranzo conclusivo.
Cosa c’è di più semplice che fare “ognuno porta qualcosa”?
E che c’è di più pratico, veloce e apprezzato delle torte salate?
Questa è a forma di ghirlanda, per rimanere in tema festivo.
Va da sé che il ripieno è a libera scelta, ma i wurstel (che sono una felice eccezione nei bagordi di questi giorni, non certo la prassi della nostra alimentazione quotidiana), si prestano particolarmente a questa forma.
Per il resto, che sia un anno bellissimo.
Per tutti.


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Ingredienti
2 confezioni di pasta sfoglia rotonda
5 confezioni di wurstel piccoli (io ho usato quelli di tacchino)
Qualche fogliolina di rucola
1 peperone rosso


Procedimento
Incidere a croce su una sola sommità i wurstel. In questo modo si apriranno durante la cottura creando un piccolo effetto scenico.
Srotolare un disco di pasta sfoglia e ricavare dei cerchi con un coppapasta oppure un bicchiere. Posizionare un wurstel al centro di ogni dischetto e richiudere al centro esercitando una piccola pressione. Proseguire così finoa  esaurimento dei wurstel. Posizionarli uno accanto all’altro su una placca ricoperta di carta forno e, con i ritagli di pasta sfoglia creare un fiocco o ricavare delle stelline da appoggiare variamente sulla ghirlanda. Cuocere (in forno già caldo) a 220° per circa 20 minuti o comunque fino a quando non sarà ben dorata (facendo attenzione che non si scurisca troppo). Lasciarla intiepidire e decorarla con le falde di peperone seguendo le linee del fiocco e infine con le foglie di rucola per creare l’effetto “spettinato” di una ghirlanda.
Note:
-      La pasta sfoglia risulta molto più croccante se subisce lo shock termico di passare direttamente dal frigorifero al forno. Ragione per cui la ghirlanda può essere preparata un po’ prima, conservata (coperta bene con la pellicola) in frigo sulla sua teglia e infornata poco prima che arrivino gli ospiti.
-      I ritagli si possono impiegare sistemandoli in un’altra teglia e cuocendoli così come sono oppure cosparsi di erbette aromatiche per degli snack salati o di zucchero e cannella per un dolcetto al volo.



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