"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

mercoledì 30 novembre 2022

Copenhagen: cosa vedere, dove alloggiare

 


La scorsa estate ha segnato un traguardo importante della mia vita: ho compiuto 50 anni! Che a scriverlo o solo pensarlo mette un po’ i brividi ma poi no, in realtà la testa rimane sempre ferma ai trenta, o giù di lì.

Per l’occasione, l’amato bene mi ha regalato, a sorpresa, un viaggio a Copenhagen (o Copenaghen, secondo la trascrizione italiana del nome), esaudendo così il mio sogno di vedere questa città e, ovviamente, la statua della Sirenetta, simbolo della stessa.

In realtà, il fetente, mi ha svelato la meta solo il giorno prima della partenza, che era poi anche il giorno esatto del mio compleanno, giusto per permettermi di fare una valigia pertinente. Il che ha comportato che trascorressimo la giornata organizzandoci, festeggiassimo abbondantemente la sera fino alle 2 di notte e, da lì, dopo un breve passaggio da casa per cambio d’abito e raccattamento bagagli, volassimo dritti in aeroporto dove avevamo un comodo volo alle 6 del mattino…

Ma penso che non fossi così felice ed emozionata dal giorno del mio matrimonio!

Ora, siccome io sono nata il 13 agosto, va da sé che anche a Copenhagen, nonostante sperassimo in un po’ di fresco, abbiamo trovato invece un gran caldo. Non come quello appena lasciato in Italia, ma poco ci mancava. Nonostante ciò e nonostante le due ore scarse di sonno in aereo (non mi sono nemmeno accorta del decollo), Copenhagen mi è piaciuta fin da subito. Fin da quel lungo corridoio in aeroporto per andare a prendere il treno per il centro.

La sua bellezza sta innanzitutto nell'aria sorprendentemente scanzonata della città in generale e dei suoi abitanti. Fra cani travestiti da squali (e che si tuffano nei canali);  biciclette a 3 ruote con carretti-trasporta bimbi/spesa e fidanzate stanche (ci abbiamo visto dentro tutti e tre questi carichi);




 ampie zone della città trasformate in stabilimenti balneari con tuffi fra barche a motore, yacht e velieri; 



non ha fatto altro che stupirmi. Tutto mi sarei immaginata tranne che questa atmosfera rilassata, vacanziera e un po' pazzerella, in mezzo alle linee austere dei suoi edifici e all'ordine assoluto che regna in ogni suo angolo. 



Per fortuna, a riequilibrare tutto a un certo punto appare lei, quella piccola sirena seduta su uno scoglio.



Piccola davvero, ma così aggraziata, così fotografata e ammirata che a me è parsa incantevole. E no, le sue dimensioni non mi hanno delusa (quanto deve essere grande la statua di una sirenetta?).

Il lungomare per raggiungerla poi offre scorci straordinari. Uno di questi è sul Teatro dell'Opera

tra i più moderni del mondo e anche tra i più costosi mai costruiti, con oltre 500 milioni di dollari. Dove si può arrivare tranquillamente via mare lasciando l’imbarcazione a ridosso del primo gradino della scalinata che porta all’ingresso.

Ma non è l’unico edificio imponente a sorgere proprio sul mare. Allontanandosi un po’ dal centro, infatti, ci si imbatte in due edifici di pari imponenza: uno è BLOX,



 il Centro di architettura danese e, proprio a fianco, la meravigliosa Biblioteca reale di Copenhagen. 


Quest’ultima merita un discorso a parte: l’edificio originale, in mattoni rossi, è collegato, da una passerella in vetro, al suo ampliamento moderno chiamato 'Diamante Nero'. 



Granito nero e vetro fumé formano un parallelepipedo lucidissimo, inclinato verso il mare che dall'interno offre una straordinaria vista sul porto. 


Quattro piani affacciati su un maestoso atrio centrale e una scala mobile che conduce fino all'ultimo per poter ammirare il dipinto, di 210mq, che ne decora il soffitto.

Tutto a ingresso libero. Una visita, assolutamente da non perdere.

Gironzolando per la città, che si visita agevolmente a piedi (o in bici) si incontrano, poi, bizzarre costruzioni come questa guglia, 


alta 56mt e formata dalle code intrecciate di 4 draghi, che si trova in cima al palazzo della Borsa.

Purtroppo non è visitabile all' interno, ma la sua camera di commercio, tuttora in attività, è la più antica d'Europa.

Visto il periodo, il nostro secondo giorno a Copenhagen è Ferragosto. O almeno lo è in gran parte del mondo ma non qui, dove le scuole sono già ricominciate ed è un lunedì, frenetico e produttivo, come tutti gli altri. Notiamo che c’è traffico in questa città, ma di biciclette!


E sì, si fatica a trovare parcheggio! Beh poi c'è chi approfitta ancora degli ultimi scampoli di caldo e prende il sole, tuffandosi nei soliti canali solcati da imbarcazioni varie fra cui scorgiamo il "traghetto-bus" dei pendolari, che passa tranquillamente accanto alle teste dei bagnanti.


Quello che per noi è, a tutti gli effetti, un giorno d festa, decidiamo di trascorrerlo in un luogo che è festa esso stesso: i GIARDINI di TIVOLI.



Pare che fra i suoi viali alberati e le sue giostre amassero passeggiare Hans Christian Andersen e Walt Disney e non è difficile crederlo, visto il luogo da fiaba che rappresenta. 



Oggi è anche il suo compleanno, perché il "Giardini di Tivoli" fu inaugurato esattamente il 15 agosto del 1843. Quasi 200 anni per un parco divertimenti che è il secondo più antico sopravvissuto intatto fino a oggi. Deliziosa atmosfera retrò con giostre antiche (come l'ottovolante a pedali o le montagne russe in legno con freno manuale azionato da una persona a bordo!) e le loro strabilianti versioni moderne. Tutto perfettamente incastrato in una armoniosa convivenza. Montagne russe che ti corrono sopra la testa e romantici laghetti intorno ai quali fare una sosta e, con l'occasione, ammirare i vari tipi di casette per gli uccellini e per le anatre...



Ristoranti per tutti i gusti e camioncini dei pompieri (perfettamente funzionanti!) in miniatura. 



Perfino le toilette sono luoghi incantati! 


Di notte poi si accende, se possibile, di ulteriore magia.



Rimaniamo nel parco fino a sera inoltrata, mangiando in uno dei suoi tanti locali e scoprendo così un altro luogo assolutamente imperdibile di questa città.

Il giorno seguente è all’insegna della cultura: facciamo una capatina nella chiesa anglicana (l'unica di tutta la Danimarca) di Sant'Albano, dove, fra i banchi, scopriamo che è allestito uno spazio per i bimbi: con fogli, carta, libri, giochi e un tappeto colorato. Non in un angolo della sacrestia, non nel parcheggio retrostante e nemmeno nascosto dietro il portone di ingresso.

Fra i banchi. Questa cosa ci colpisce e intenerisce oltremodo.

Dopodiché, decidiamo di visitare il castello che compare sull’immagine di copertina della Lonely Planet tascabile



 e che è situato proprio al centro di Copenhagen e circondato, oltre che da un fossato, da un parco meraviglioso (il più antico della città).

Residenza estiva di Cristiano IV, che lo fece costruire nel 1600, il CASTELLO DI ROSENBORG è tuttora usato dai reali danesi per custodire i gioielli della corona. 



Oltre a questi, e alle solite corone tutte tempestate di pietre preziose,


 contiene cose interessanti e bizzarre: la cuffia da notte e le pantofole del re (oltre alla sua camicia macchiata di sangue durante una battaglia); una sala fatta tutta di specchi, soffitto compreso; un orologio astronomico con personaggi che si muovono al suono della musica. Ma è nei sotterranei la parte più curiosa, con una vera e propria cantina che ospita botti e bottiglie ricoperte di polvere risalenti addirittura al 1700! E, sissignori: il vino viene ancora usato per occasioni speciali!

Ma solo come gesto cerimoniale...

Siccome di camminare e di vedere non siamo mai sazi… Mezz'ora scarsa di treno e siamo a Roskilde


Se il nome non vi dice niente sappiate che è stata la capitale della Danimarca per ben 4 secoli! E che rappresenta la culla della civiltà vichinga. Un paesotto carino e molto curato che ha il suo fulcro nella maestosa cattedrale, risalente addirittura al 1026 e oggi patrimonio UNESCO. 


Qui sono sepolti ben 40 fra re e regine danesi. Ognuno col suo imponente sarcofago, uno più ampio e arzigogolato dell'altro.


Più svariate altre tombe disposte sui vari livelli dell'edificio.


Una gita che vale la pena di fare!

L’ultimo giorno, avendo l’aereo verso l’ora di cena, lo passiamo a  bighellonare per la città visitando quello che ancora ci manca: il Municipio, interessante perché è il luogo in cui vengono ricevuti i capi di stato in visita nella capitale ma è aperto a tutti! 



Vi si può entrare, girare per le sale, salire e scendere le scale, farsi i 298 scalini della sua torre, che è una delle più alte della città...trascorrervi del tempo insomma. Con l' occasione si può fare una sosta ad ammirare l' OROLOGIO MONDIALE, attivato nel 1955 dopo un lavoro di costruzione e messa a punto durato la bellezza di 27 anni! Il suo meccanismo però è in grado di determinare i calendari dei prossimi 570.000 anni.


E poi ci immergiamo nella realtà colorata, un po’ sopra le righe e indipendente di CHRISTIANIA


Negli anni '70 una comunità di hippy occupò una base navale dismessa alle porte di Copenhagen. Da allora CHRISTIANIA è diventata un quartiere autogovernato con uno status indipendente semi-legale. 


Sulla via principale, che si chiama (non a caso) Pusher Street, è vietato scattare foto, ma nell'ambito della comunità vigono anche regole serie come il divieto di circolazione delle automobili e di droghe pesanti. 


Per il resto, nel villaggio esistono, completamente autogestiti, un asilo, un cinema, una panetteria, una  fabbrica di biciclette, un mercato e poi bar e ristoranti. Lungo i bastioni orientali si snodano, immerse nella vegetazione, originali casette colorate costruite perlopiù con materiali di recupero.




Perfino le casette per le anatre hanno i colori e le forme dell'ideologia anarco-pacifista.



Salutiamo la città al tramonto, lasciandola alla sua aria allegra e festosa.

Personalmente la ricorderò sempre come la città - bellissima - delle biciclette (anche stratificate in parcheggi multipiano!), dei bagnanti in pieno centro cittadino, delle affascinanti case galleggianti


 delle tante cose belle da vedere



...E delle colazioni costosissime!


Abbiamo preso caffè espressi in diverse parti del  mondo. Anche le più remote (tipo nei campi tendati in Sudafrica). In Giappone, in Cina e negli Emirati Arabi.

Ma mai, mai abbiamo speso per 2 caffè e due dolci l'equivalente  di 15 -QUINDICI - euro.

(e no, non è che i venditori ambulanti muniti di Ape lo vendano a meno!)



I prezzi infatti, a Copenhagen, sono tutt'altro che abbordabili. Anzi, diciamo pure decisamente esagerati.



Nell'ambito delle sistemazioni però una soluzione valida è sicuramente la catena di alberghi Wakeup.


Due stelle che comunque si fanno pagare 130€ al giorno SENZA COLAZIONE (almeno la camera "sky" che comprende una vetrata ampia e costa 12€ in più rispetto alla standard). 


Le camere sono molto piccole ma estremamente funzionali. Il bagno è chiuso dentro una vetrata opaca che dà luce ma garantisce un minimo di privacy. Pratiche di check- in rapidissime e disponibilità di custodia bagagli (anche quello dietro  pagamento di circa 3€ per l' intera giornata). Quello situato nel quartiere di Borgergade (complesso imponente di 720 camere!) 



ha l' enorme vantaggio di trovarsi in pieno centro, ma in una via tranquilla, e di poter raggiungere a piedi praticamente ogni luogo di interesse (almeno per buoni camminatori. Noi, facendo tra i 20 e i 22 km al giorno ci siamo trovati molto bene).



venerdì 3 dicembre 2021

Cosa vedere a Tivoli in due giorni

 


Se avete un weekend libero andate a Tivoli! Sia che siate di Roma, quindi estremamente vicini, sia che dobbiate fare un viaggio un po’ più lungo per raggiungerla, vale sicuramente la pena dedicarle del tempo.

A parte la bellezza di un centro storico vivace e ben tenuto, infatti, ci sono tanti e tali siti monumentali e  archeologici da visitare, che due giorni sono assolutamente necessari.

Perciò, armatevi di biglietto cumulativo, acquistabile sia online sia in una qualsiasi biglietteria dell’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este (Le Villae) e partite per un meraviglioso tuffo nel passato.

Tenete conto però che nel suddetto biglietto non è compreso il Parco di Villa Gregoriana (imperdibile!) che invece afferisce al Fai.

I siti, a parte Villa Adriana (che noi abbiamo visitato appena arrivati, sfruttando il fatto che fossimo in macchina, per poi abbandonarla completamente nei due giorni successivi al parcheggio del b&b), sono tutti piuttosto vicini, stretti attorno al centro storico, se non addirittura al suo interno, e facilmente raggiungibili a piedi.

VILLA ADRIANA

Quaranta ettari (dei 120 originari) comprendenti appartamenti residenziali, terme, ninfei, padiglioni, giardini e luoghi sacri, immersi in una vallata verdeggiante e ricca di acqua, ai piedi di Tivoli. Occorrono almeno un paio d’ore per girarla tutta, ammirandone tutta la bellezza e pensando che è appena una piccolissima parte di quella visibile, considerato che i vari edifici erano collegati fra loro da tutta una rete viaria sotterranea, carrabile e pedonale. Un luogo stupefacente e pieno di suggestioni.

 

VILLA D’ESTE


250 zampilli, 60 polle d'acqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane: numeri infiniti per giochi d’acqua, grotte e musiche idrauliche incredibilmente sorprendenti. Ogni due ore a partire dalle 10:30 conviene trovarsi nei pressi della Fontana dell’organo, così chiamata per il meccanismo ad acqua presente al suo interno, che riproduce suoni musicali. Un’opera di ingegneria idraulica che suscitava grande meraviglia all’epoca della sua costruzione (tra la fine del ‘500 e i primi del ‘600) ma anche adesso. Ogni fontana ha un nome, ogni angolo nasconde getti d’acqua, attivi o spenti, compresi i muretti che delimitano le scalinate. Completano il quadro  grotte, giardini labirintici, le tre peschiere centrali e la facciata imponente di questa maestosa villa i cui interni, al confronto, passano quasi in secondo piano, pur non essendo affatto meno interessanti.

 

SANTUARIO DI ERCOLE VNCITORE

Quella in ferro è, ovviamente, solo la ricostruzione moderna di come doveva apparire il Tempio di Ercole a suo tempo. Il più grande dei Santuari italici dedicati a Ercole e il secondo del Mediterraneo. Un complesso imponente formato da: un teatro a picco sul fiume Aniene, una piazza delimitata da portici e il tempio vero e proprio, che dalle fondamenta si innalza per quasi 50mt! Il fatto che sorgesse sulla direttrice principale di collegamento tra la campagna romana e gli altipiani appenninici dell'Abruzzo e delle Puglie (via di commerci e transumanza) spiega il motivo per cui fosse anche il più ricco del Mediterraneo: chiunque passasse di qua (ed era un passaggio obbligato) doveva versare la "decima" parte dei guadagni. Non solo! Questa strada (che poi sarebbe divenuta la via Tiburtina) venne addirittura inglobata nel complesso architettonico con un percorso coperto, che fa parte della visita, chiamato via Tecta. Perché Ercole? Perché era venerato sia come dio guerriero sia come protettore di greggi e dei commerci. Poi, decadendo come luogo di culto, divenne sede di una centrale idroelettrica e infine di una cartiera, di cui rimangono tracce molto evidenti che permettono di  ammirare questo curioso esempio di architettura industriale.

 

MENSA PONDERARIA

Andare a Tivoli e non prenotare una visita alla Mensa Ponderaria sarebbe un vero peccato! Un unico locale, rinvenuto del tutto casualmente alla fine dell'800 e così ben conservato che ha permesso di identificare con assoluta certezza che si trattasse della "pesa pubblica" posta nel foro della città. I due banconi di marmo sono provvisti di due cavità concave (di dimensioni diverse) per alloggiare i pesi ufficiali di riferimento. Tutto opera di un tale Marco Vareno Difilo, liberto della corporazione degli Herculanei (potente e ricchissimo collegio connesso al culto di Ercole), come si evince dalle numerose “firme” che ha lasciato incise nel marmo. Adiacente il Duomo (o cattedrale di San Lorenzo), così da potersi ritagliare del tempo per vistare anche quello, la Mensa Ponderaria apre solo su prenotazione e la visita è guidata da appassionati archeologi, dura circa mezz’ora ed è assolutamente imperdibile!

 

PARCO DI VILLA GREGORIANA

Boschi, sentieri, cascate e grotte: una forra tutta disegnata dall'acqua, con un nome inquietante (Valle dell'Inferno) in cui ci si inoltra con uno sguardo verso l'acropoli di Tivoli a incombere sulla testa! Un punto di vista diverso dal quale ammirare la città, camminando fra più di 74 specie di alberi, sotto il fragore della Grande Cascata, passando per i resti della villa romana di Manlio Vopisco e risalendo dalla parte opposta, al cospetto dei TEMPLI DELLA SIBILLA e di VESTA. Un luogo davvero unico e bellissimo. Il percorso è abbastanza agevole, certo richiede scarpe adeguate e prevede tratti in salita. Da qui è molto bella anche la visuale del Ponte Gregoriano, affascinante struttura ad arcata unica, fatta costruire da papa Gregorio XVI.


 

Quello che non abbiamo potuto visitare, purtroppo, è il simbolo storico di Tivoli, la Rocca Pia, visitabile purtroppo, causa Covid, solo in giorni specifici (pochi in un mese) e ovviamente non coincidenti con quelli in cui noi ci trovavamo sul posto. Ma al di là dei luoghi specifici, Tivoli è molto bella e interessante anche da visitare senza meta, gironzolando nel quartiere medievale, per esempio,



 e imbattendosi nella Casa Gotica, una abitazione tardomedievale in travertino, con merlature e dettagli stilistici davvero suggestivi.



DOVE DORMIRE

A Tivoli abbiamo dormito, per due notti, in un posto bellissimo e carico di suggestioni. Che si chiama "Antica villa di Bruto" non per caso. Nel terreno circostante (incluso nella proprietà) sorgono infatti i resti di quella che, presumibilmente, era la dimora del senatore  Marco Giunio Bruto Capione, oppure, secondo un'altra ipotesi, del giureconsulto  Marco Bruto, padre di Marco Bruto Oratore ed ascendente di quel Bruto che fu uno dei capi della cospirazione contro Cesare. In entrambi i casi, decisamente non dei proprietari qualsiasi... Nel soggiorno quindi è inclusa una visita (del tutto gratuita) ai resti della villa, guidata dai titolari e condita di racconti e aneddoti stupefacenti.



Insomma: un viaggio nel viaggio! Completano il quadro svariati ulivi, di cui alcuni secolari, e il panorama dalle finestre della camera, così come dalla sala della colazione, che abbraccia la piana sottostante fino a Roma e alla Cupola di S.Pietro. Luogo assolutamente indimenticabile.

DOVE MANGIARE

Ristorante Il Coccio, per una serata romantica: pareti in pietra, grandi vetrate e vista incantevole. Antipasto per due assolutamente consigliato, ricchissimo di assaggi che spaziano dai salumi, ai formaggi, ai fritti, a preparazioni di vario genere. Ci tornerei per assaggiare la pizza che, da ciò che ho potuto vedere, sembra meritare.

Ristorante Alfredo alla Scaletta, trattoria familiare che si tramanda da generazioni e offre piatti robusti della tradizione romana. Assolutamente imperdibile l’amatriciana con pasta fatta in casa.



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