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"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)
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sabato 31 marzo 2018
lunedì 17 aprile 2017
sabato 26 marzo 2016
giovedì 29 gennaio 2015
StagioniAMO! – I vincitori
Doveva concludersi molto prima di Natale e siamo arrivati a
Carnevale inoltrato.
Ma zitto zitto, un po' in sordina, di riffa
o di raffa il primo Contest della rubrica StagioniAMO! è giunto alla
conclusione.
Ognuna di noi stagionatrici
ha curato la propria categoria, accogliendo con soddisfazione e guizzi di gioia
le ricette che a mano a mano arrivavano.
E alla sottoscritta, preposta ai secondi, di ricette con
noci e nocciole ne sono arrivate ben……8!
Sapevamo che non sarebbe stato semplice e che la
distribuzione fra le categorie non sarebbe stata omogenea (vedere alla voce dolci!).
Ma otto, quando si tratta di decidere, non sono poche e a rendere più difficile la scelta
c’era il fatto che fossero tutte meritevoli e che, se fosse dipeso da me, avrei premiato
tutti e via!
Ma una decisione andava pur presa e così è stato.
Prima di comunicarla però desidero ringraziare chi ha speso
il suo tempo per partecipare.
Chi si è impegnato a ideare, cucinare, fotografare e poi
regalarci la sua ricetta.
Chi ha atteso pazientemente che si concludessero i lavori e
arrivasse questo giorno della comunicazione dei vincitori.
Quindi il mio grazie va ai blog partecipanti di tutte e quattro le categorie che hanno aderito con entusiasmo alla nostra iniziativa con le loro belle ricette, ma in particolare, per ciò che riguarda la categoria dei secondi, ai seguenti blog:
-La Greg, Crumble salato di zucca e nocciole
-Non sono...Balle di cucina, Petto di colombaccio con coscia ripiena di prugne e noci con verdure saltate
- Sfizi e capricci by Lauretta, Involtini al gorgonzola e noci croccanti
-Un'arbanella di basilico, Involtini alle nocciole
-Rosso melograno, Filetto di salmone con nocciole, clementine e curry
-Caffè col cioccolato, Cipolle ripiene d'autunno
-Trita Biscotti, Arrosto alle nocciole
-I biscotti della zia, Insalata agrodolce con radicchio, arancia e noci
Ma è arrivato il momento di dire chi ha vinto!
Per presentazione, originalità, fattibilità,
Per le foto che la accompagnano,
Perché mi è piaciuta fin da subito,
Per tutti questi motivi e molti altri ancora...
Vince il Contest di StagioniAMO! per la categoria secondi piatti:
con il suo meraviglioso
CRUMBLE SALATO DI ZUCCA E NOCCIOLE
Cara vincitrice,
oltre al libro
che riceverai non appena mi manderai via mail un recapito cui spedirlo, hai vinto il ruolo di Stagionatrice per il mese di Maggio, sempre per la categoria secondi, in cui potrai esprimere la tua creatività con l'ingrediente che verrà scelto e che ti sarà preventivamente comunicato.
Congratulazioni!!!!!
martedì 25 novembre 2014
Ma no che non t’ammazzo – Polpettine con rucola, arancia e nocciole
Avrei potuto capire se avessimo avuto un giardino.
Non mi sarei stupita più di tanto se come dimora avessimo
scelto il mulino di Banderas e tutto intorno si estendessero ettari di campi di
grano e chilometri di filari di vite.
Invece abitiamo nella minuscola casetta affacciata sulla
statale.
Al primo piano.
E quindi un topolino no, non è concepibile che si aggiri
indisturbato sul balcone.
E osi addirittura fare capolino dentro casa.
Sto fetente.
Una domenica sera: ultimi 15 minuti de I Cesaroni che guai a
chi ci tocca quell’appuntamento lì.
Con la coda dell’occhio mi pare di veder correre un’ombra
dalla portafinestra verso il mobile del televisore.
Un’ombra proprio piccola in realtà, una sorta di pallina da
ping pong, che rotola come fosse in discesa.
Nera.
Mi si ghiaccia il sangue ma voglio prendermi in giro e
pensare di essermi suggestionata per il fatto che già la scorsa settimana
l’amato bene aveva avuto la stessa impressione e per non sbagliare aveva
piazzato due pastiglie velenose su entrambi i balconi.
Che si per carità non si fa e sono esseri viventi pure i
comuni topolini di campagna, almeno in teoria e idealmente.
Poi accade che ci si trova ad averne a che fare sul serio, e
allora provate voi ad alzarvi ogni mattina prendendo a calci le ciabatte per
scongiurare un coccolone nel caso in cui di notte quello abbia deciso di
infilarcisi dentro, o a battere sulla libreria ogni volta che dovete prendere
un libro o tenere a bada crisi isteriche quando si tratta di spostare un vaso,
un mobile, una tenda, temendo di trovarselo davanti!
E a lavare con bicarbonato o amuchina pure la frutta da
sbucciare (che può sempre averci passeggiato sopra) e a sterilizzare e
disinfettare ogni oggetto su cui la mia testa mi dice che può aver messo le sue
zampette malefiche.
Quindi tutti.
Cesta della biancheria compresa: i mucchi sono diventati il
mio terrore!
Mucchi di panni
Mucchi di libri
Mucchi di giornali
Mucchi di frutta e verdura nelle ceste di vimini sul
balcone.
Mucchi di plastica o di carta della differenziata da buttare
via.
Tutti potenziali giacigli/nascondigli del fetentello.
E a quel punto temere di veder correre lungo i muri il
topetto saltellante e scoppiettante di salute o di ritrovarlo esanime sul
pavimento per aver ingerito il cocktail micidiale non fa questa grande
differenza: sempre in costante allerta e preda del terrore vivo, io.
E se consideriamo la mia naturale inclinazione alla
sbadataggine che mi porta a fare razzia di tutto ciò che ogni minuto mi cade
dalle mani, c’è poco da stare allegri.
Anche perché la miopia non aiuta di certo e manca poco che
vada a dormire con le lenti a contatto, per non ritrovarmi scoperta nemmeno in
quell’attimo fugace in cui mi sveglio, apro gli occhi senza vedere altro che
ombre e inforco gli occhiali, tornando finalmente padrona della situazione
potendomi guardare attorno con circospezione.
In effetti però nei giorni scorsi cadaveri di topo non ne ho
rinvenuti.
E sì che ho spostato mobili, setacciato scaffali, rimosso
libri e oggetti vari dalla libreria.
Non c’è anfratto che io non abbia passato al vaglio.
Anche se le pastiglie risultano mangiate: allora deve
essersi sbagliato l’amato bene, ho pensato fino a questo momento.
La prova visiva però non lascia più spazio a dubbi: il topo
c’è e adesso è pure entrato dentro casa, e presumibilmente se ne sta acquattato
dietro il televisore, passeggiando sui fili del decoder, che magari chi lo sa,
una botta di fortuna e ci resta attaccato.
L’impressione non è stata solo la mia, difatti l’amato bene
si alza, con tutta la calma di questo mondo annunciando: “abbiamo un ospite!”.
E prende a rimuovere con cautela ogni singolo oggetto dai
ripiani sopra/sotto/accanto a quello del televisore, con l’intento poi di
spostare il mobile e stanare il suo nuovo, sgraditissimo inquilino.
Il quale zitto zitto, così come era entrato, eludendo i
nostri varchi, un’oretta dopo, riprende la via della finestra e va a piazzarsi
dentro la scarpiera dell’amato bene sita sul balcone.
Una scarpiera artigianale fatta da lui, con ripiani in legno
e tendine di bambu.
Un paio d’ore dopo la situazione, pressoché invariata, è
questa: noi due armati rispettivamente di spazzolone e scopa di saggina che
guardiamo fisso il ripiano sotto il quale siamo certi si sia rintanato, non
sapendo esattamente come agire.
Non abbiamo un vero piano.
Ma un obiettivo, almeno io, sì: lo voglio prendere. Vivo o
morto.
Lui vuole solo tranquillizzare me senza ammazzare l’intruso
perché gli fa pena, ma non sa bene come gestire la cosa, conciliare le due
faccende, dividersi tra moglie e topo.
E mentre lui pensa e ripensa, e io fremo e borbotto, un
musetto spunta da sotto un paio di Birken.
Minuscolo, simpatico, un cartone animato quasi.
“che volemo fa’?”
pare apostrofarci
Si guarda intorno e
fissa lo sguardo su di noi, i due umani-mammalucchi fermi immobili a osservarlo
brandendo armi improprie, manco fossero Kalashnikof e Bazooka.
I suoi occhietti pietosi e i nostri sguardi torvi si incrociano per
un attimo (quello fatale), in cui il mondo si ferma e tre deficienti (di specie
varia) rimangono lì, a guardarsi, incerti sul da farsi
E sorridendo: noi di noi stessi ma pure un po’
di lui che tanto scafato non sembra; lui di noi, che tutta sta paura non
dobbiamo incutergliela.
Difatti non fa una piega. Non compie movimenti convulsi, non
scappa terrorizzato.
Semplicemente:
Ok via libera! pare dire.
Sti due so’ innocui..
E salta fuori del tutto, con estrema calma, rivelando un
corpicino altrettanto piccolo.
Poi lentamente se ne va, da sotto la grata del balcone, giù
per il fognolo del pianerottolo o su, lungo i foratini nei muri, questo non è
dato saperlo.
Lasciandoci lì a riflettere, coi nostri scopettoni: eroi
impavidi, guerrieri indomiti, cavalieri senza macchia e senza paura.
Messi in scacco da un topolino minuscolo.
Troppo simpatico per poter pensare di calargli, con
nonchalance, uno scopettone sulla testa.
@@@@@@@@@@@@
Noci e nocciole, i due ingredienti protagonisti del Contest
di StagioniAMO!
Li potete usare indifferentemente all’interno di questa
ricetta, che come cascate cascate bene visto che si addicono entrambi.
E magari
pensare ad altre ricette, per la categoria secondi, da lasciarmi a questo link o, nel caso in cui non abbiate un blog, da inviarmi a questa mail, per poter partecipare.
Anche perché la scadenza non è più il 30 novembre:
IL CONTEST è PROROGATO FINO AL 31 DICEMBRE!!!
Non ci sono proprio più scuse per non cimentarsi nella
sfida: vi aspetto!
Ingredienti (per
4 persone)
500 gr di macinato scelto di manzo (o misto manzo e maiale)
2 uova
1 patata lessa
50 gr di parmigiano grattugiato
30 gr di nocciole tritate grossolanamente
Succo e buccia di un’arancia
Un bel mazzetto di rucola
Qualche cucchiaio di pangrattato
Peperoncino
Sale
Olio extravergine d’oliva
Procedimento
Raccogliere il macinato in una ciotola e “condirlo” con le
due uova leggermente sbattute, la patata schiacciata con la forchetta (o frullata al minipimer) e il parmigiano.
Unire anche la scorza grattugiata dell’arancia, il sale e il peperoncino; da
ultimo aggiungere metà delle nocciole tritate e la rucola spezzettata.
Amalgamare con cura il composto e formare delle polpettine grosse quanto una
noce. Unire la restante granella di nocciole al pangrattato, salare leggermente
e rotolarci dentro le polpettine. Disporle quindi in una teglia oliata,
irrorarle con il succo d’arancia e cuocere in forno a 180° per una ventina di
minuti rigirandole, delicatamente, una sola volta.
lunedì 29 settembre 2014
StagioniAMO...il Contest!
Signore e Signori,
siamo liete di annunciare il primo Contest della Rubrica StagioniAMO!
Nata da 4 mesi, cresciuta con un seguito sempre più largo, evolutasi nella versione facebookiana, con una pagina interamente dedicata a lei, la nostra rubrica si apre ora al rutilante mondo delle gare e dei premi che vedrà protagoniste le VOSTRE ricette, tutte quelle che avrete voglia di mandarci, spaziando dall'antipasto al dolce, e che abbiano come protagonisti due degli ingredienti principali di questa stagione:
Noci e Nocciole
Pronti a sfidarvi a colpi di ricette?! Allora preparate caccavelle, schiaccianoci, stampi e tegami; accendete forni e fornelli; allestiste set fotografici, prendete nota di ogni mossa e create la vostra ricetta!
Poi leggete qua sotto le regole per partecipare e...accorrete numerosi!!!!
TUTTO QUELLO
CHE SERVE SAPERE PER PARTECIPARE AL CONTEST:
-
Ingredienti protagonisti: noci e nocciole.
- Il contest
prevede 4 categorie, come i menù che noi vi presentiamo ogni mese: Antipasto,
Primo, Secondo, Dolce.
- Si può
partecipare con una ricetta per categoria, per un totale
quindi di 4 ricette, così da far
scatenare la vostra fantasia dall'antipasto al dolce!
- Si può
partecipare solo con ricette inedite.
- Può
partecipare anche chi non ha un blog, inviando la ricetta corredata di foto
a: stagioniamo.it@gmail.com , specificando nell'oggetto la categoria prescelta.
- Ognuna di
noi 4 blogger si occuperà di una sola categoria, quindi lasciate un commento
con link alla vostra ricetta rispettivamente da:
Marzia - Coffee & Mattarello per gli antipasti
Federica - Caffé Babilonia per
i primi
Luna - Pizza, Fichi e Zighini per
i secondi (sotto questo post!)
Terry - Crumpets & co. per i dolci
(cliccate
sul nome del blog per accedere al post dove linkare)
- Quando
postate la ricetta unite anche il logo del contest che potete prelevare da
questa pagina.
- Il contest
scade il 30 novembre.
- Ci saranno
4 vincitrici, una per categoria.
- Ognuna di
noi 4 decreterà la vincitrice della propria categoria, adottando come criteri
di valutazione: originalità, presentazione, fattibilità.
Per le 4
vincitrici ci saranno in palio due premi:
- una
copia del libro "L'Almanacco in cucina: le stagioni raccontate attraverso i prodotti della terra", di Gualtiero Marchesi
- la
possibilità di sostituire una di noi, a
rotazione, nella creazione di una ricetta per i nostri menù mensili con
ingredienti di stagione.
VI ASPETTIAMO!!!
Ricette partecipanti per la categoria secondi:
Ricette partecipanti per la categoria secondi:
- Crumble salato di zucca e nocciole, la Greg
- Petto di colombaccio con coscia ripiena di prugne e noci con verdure saltate, Marco Balleri
- Involtini al gorgonzola e noci croccanti, Sfizi e Capricci
- Involtini alle nocciole, Un'arbanella di basilico
- Filetto di salmone con nocciole, clementine e curry, Rosso Melograno
- Cipolle ripiene d'autunno, Caffè col cioccolato
- Arrosto alle nocciole, Trita Biscotti
- Insalata agrodolce con radicchio arancia e noci, I biscotti della zia
- Petto di colombaccio con coscia ripiena di prugne e noci con verdure saltate, Marco Balleri
- Involtini al gorgonzola e noci croccanti, Sfizi e Capricci
- Involtini alle nocciole, Un'arbanella di basilico
- Filetto di salmone con nocciole, clementine e curry, Rosso Melograno
- Cipolle ripiene d'autunno, Caffè col cioccolato
- Arrosto alle nocciole, Trita Biscotti
- Insalata agrodolce con radicchio arancia e noci, I biscotti della zia
martedì 13 maggio 2014
StagioniAmo! Il primo è servito...
...e lo trovate precisamente al Caffè Babilonia, ovvero casa di Federica, che per l'occasione ha scodellato questo invitante piatto di
Fusilli al pesto di zucchine
in omaggio naturalmente alla zucchina, protagonista questo mese della nostra rubrica.
Se poi per caso vi foste persi l'antipasto, cioè gli sfiziosi
Involtini di zucchine, salmone e stracchino al profumo di erba cipollina,
preparati da Marzia lunedì scorso, basta fare un salto da Coffee&Mattarello
Tutte le ricette, comunque, saranno raggruppate, mese per mese, nella pagina dedicata alla rubrica, cliccabile in alto a destra.
Vi aspetto tutti da me,
lunedì prossimo,
per il secondo!!!
martedì 17 settembre 2013
Di ritorno
Qualche giorno.
Per ritrovare la parola (sopraffatta dai suoni della savana. O dal suo silenzio più profondo), lo spirito giusto (che vaga ancora per foreste e praterie, o corre giù in picchiata nelle cascate, o si rotola trascinato via dall'impeto dei fiumi), la concentrazione necessaria (persa nei ritmi vibranti dell'Africa)...il coraggio di rivedere le foto (smarrito nel momento stesso in cui si scattavano)!!
Per ritrovare la parola (sopraffatta dai suoni della savana. O dal suo silenzio più profondo), lo spirito giusto (che vaga ancora per foreste e praterie, o corre giù in picchiata nelle cascate, o si rotola trascinato via dall'impeto dei fiumi), la concentrazione necessaria (persa nei ritmi vibranti dell'Africa)...il coraggio di rivedere le foto (smarrito nel momento stesso in cui si scattavano)!!
A presto su questi schermi............
venerdì 23 novembre 2012
Smentite, sorprese, traguardi – GRAZIEEEEEEEE!!!!!
San Widget ha colpito ancora.
E mai decisione (di installare proprio quello) si è rivelata
più saggia e proficua.
A cominciare da quella volta lì .
Lui, anche quando io mi scordo di buttarci un occhio per un
po’, diligentemente conteggia, annota il passaggio e manda a memoria tutti
quelli che passano da queste parti a sbirciare, leggere con attenzione,
commentare o anche solo per sbaglio, sbrigandosi ad andare oltre.
E la questione già basterebbe a stupirmi così, spendendomi
io davvero poco nella promozione del mio blogghetto fuori dai confini del
diario personale.
Ma non è tutto.
Quando noi donne pensiamo che tutto quello che facciamo
passa abbastanza indifferentemente sotto gli occhi dei nostri distratti e
indifferenti mariti ecco che ci viene servita, su un piatto d’argento (si fa
per dire), la
smentita ufficiale e clamorosa.
Quasi uno smacco, ma in casi come questi sempre assai
piacevole, eh?
Io, perlomeno, adoro essere smentita così…
Il percorso (molto breve ma a volte sorprendente…)
dall’entrata di casa al cucinotto ieri sera si presentava così:
E fin qui la cosa non mi aveva nemmeno stupita più di tanto,
potendo contare sul fatto che i fiori, l’Amato bene, me li regala abbastanza
spesso e rigorosamente al di fuori di ricorrenze precise.
E ieri, a meno che stavolta non fossi io a essermi scordata
qualcosa, non era il nostro anniversario, né il mio compleanno, né la
ricorrenza per l’acquisto della casa, tanto per dire.
Ma tanto mi bastava già per sentirmi un po’ meno stanca
della giornata e un po’ più felice e appagata.
È l’arrivo alla macchina del gas che ha finito per
travolgermi del tutto, lasciandomi un po’ perplessa, per non dire proprio a
bocca aperta, nel trovarmela coperta di fogli di giornale con un sospetto
rigonfiamento a fare capolino.
Oddio che
è?
Gabriele che ha riportato un altro mezzo cinghiale??
Ma poi guardo meglio
Un bigliettino molto tenero
E olpà, scopro gli altarini, che alla curiosità io proprio non
resisto
Trovandoci la pentola di coccio, bassa, a due manici che
desideravo da tempo!!!
E sì, a questo punto rimango senza parole.
Per l’attenzione discreta, silenziosa e al di sopra di ogni
sospetto del mio compagno di vita.
E per le sorprese dolci e tenerissime che sa fare,
compreso il fatto di ricordarsi di quel desiderio nemmeno troppo
insistentemente espresso (giuro!! stavolta il pressing non c’è stato, ma solo perchè non ne ho
avuto il tempo e anzi mi ripromettevo di dedicarmici seriamente dopo Natale..).
Per tutti quelli che hanno avuto voglia, in tutto questo tempo, di fare capolino da queste parti e permettere al contatore (benedetto) di arrivare a un numero, per me, davvero grandissimo!
Grazie!
mercoledì 15 giugno 2011
Volere, dovere, piacere…e passeggiate nei campi – Fagottini di platessa con limone e finocchietto
Capita sempre più spesso ormai, e a scadenze di una regolarità a dir poco teutonica, di sentirmi irrimediabilmente divisa tra il Bianconiglio di carrolliana memoria e una goffa (ma assolutamente realistica) imitazione del più attuale Manny Tuttofare.
Mollati infatti (mio malgrado) ormai da tempo gli ormeggi del mio amatissimo lavoro decennale che mi vedeva alle prese con libroni, dizionari e pile di scartoffie da correggere, ho preso invece a veleggiare, ancora incerta e non poco frastornata, tra i flutti agitati e inarrestabili (seppur piacevoli) della mia nuova occupazione.
Beh, per la verità, di nuovo questa occupazione ha solo i caratteri sempre più netti della definitività, perché di bambini, tra alti e bassi, fissi o stagionali, alla resa dei conti mi occupo da ben…gulp…20 anni! Che a dirlo (e ancora di più a scriverlo) fa tanto “ehhhh signora mia!!”.
La soddisfazione è grande, s’intende, del resto sono dell’idea di doversi sempre e comunque rinnovare, di fronte ai rovesci della vita, dando fondo e ascolto a ogni possibile e più recondita energia o inclinazione nascoste. Certo, un minuscolo pensiero al fatto di aver speso (allo stato attuale delle cose piuttosto inutilmente) tanto tempo e passione ad apprendere i segreti di una professione che sembra definitivamente avviata sulla strada dell’oblio, ogni tanto si affaccia, ma poi alla fine, chi può dirlo? Nella vita non si sa mai!
La soddisfazione, come dicevo poc’anzi, di lavorare con i bambini è grande, ma va da sé che la questione comporti cambiamenti sostanziali di abitudini e una gestione tutta diversa del (pochissimo) tempo libero. Perché un conto, tanto per fare un esempio, è lavorare davanti a un pc e, di quando in quando, potersi permettere il piacere di iconizzare la pagina da correggere, per sbirciare un blog, assaporare un aggiornamento, indugiare sognanti su una lista di ingredienti o una foto particolarmente golosa….tutt’altra storia invece è scapicollarsi giù dal treno, una volta smessi i panni della tata, per arrivare in fretta a casa decidendo, nel mentre, se prima di accendere l’agognato aggeggio informatico, avviare la lavatrice, cominciare i preparativi della cena o rimuovere quei 2-3 cm di polvere ormai pietrificati su ogni superficie possibile….
In tutta onestà nessuno mi impedirebbe di rimandare queste tre ultime opzioni a tempi migliori e gettarmi a capofitto nei richiami suadenti del blogroll, ma il tizio che inventò il detto “prima il dovere poi il piacere” tutti i torti non doveva averli, perché dedicarsi al piacere sapendo di tutta una montagna di dovere a penzolare minacciosamente sulla testa rende il tutto assai meno attraente.
Cionondimeno, non rinuncio mai, in una lotta costante contro il tempo, a fotografare un piatto anche se lo stomaco brontola per l’appetito, a scrivere un post puntando (tragicamente) la sveglia un’oretta prima o a cercare esattamente quella foto che avevo in mente fra le migliaia sparse chissà dove nella voragine infinita della cartella “Immagini”. Perché dopo tutto, questa è una passione, no? E allora varrà pur bene qualche sacrificio!
@@@@@@@@@@@
Anche questa ricetta va a braccetto con la rapidità e la semplicità. Per le operazioni preliminari di scongelamento, allestimento, grattacapi in meno da ritrovarsi la sera appena rincasati, rimando alla ricetta dei filetti di merluzzo, che tanto il concetto è quello.
Presupposto fondamentale per il reperimento degli ingredienti necessari alla preparazione di questi qua, però, è una DOVEROSA e rilassante passeggiata per campi alla ricerca di rigogliosi mazzetti di finocchietto; la qual cosa avrà il duplice effetto di: 1) distrarre da impegni impellenti; 2) divertirsi a procacciare l’ingrediente in questione da schiaffare, in quantità molto generosa, in teglia.
Il tutto in una allegra e salomonica sovrapposizione di dovere e piacere….e chi s’è visto s’è visto!
Ingredienti
6 filetti di platessa
Pangrattato
2 bei mazzetti di finocchietto
1 spicchio d’ aglio
Succo e scorza di 1 limone bio
Peperoncino
Sale
Olio extravergine d’oliva
Vino bianco (facoltativo)
Procedimento
Sciacquare e asciugare con un foglio di carta assorbente i filetti di platessa. Unire al pangrattato un trito di finocchietto e aglio, poi la buccia grattugiata del limone, il sale e il peperoncino. Aggiungere anche il succo e un po’ di olio lavorando bene il composto con una forchetta. Passare i filetti nel pangrattato premendo per farlo aderire bene, farcirci con qualche rametto di finocchio e mezza fettina di limone, quindi richiudere a fazzoletto fissandone l’estremità con uno stecchino.
Disporre i fagottini in una teglia ricoperta di carta forno, irrorarli se necessario con un alto filo d’olio e cuocere a 180° per 15 minuti circa, bagnando eventualmente con una spruzzata di vino a metà cottura.
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:
Come dicevo in uno dei commenti sottostanti, da circa un mese non visualizzo i lettori fissi del mio blog, né di tutti quelli che visito. Questo comporta situazioni imbarazzanti con chi magari si iscrive e non lascia un commento: vorrei in ogni caso ringraziare, ricambiare la cortesia, mostrare apprezzamento.. ma non mi è possibile perchè a parte il numero totale degli iscritti.....non vi vedo!!
Ora, le mie competenze tecniche in materia sono assai scarse, tuttavia cercherò di capire dov’è il problema e come risolverlo, nel frattempo…abbiate pazienza e casomai aveste consigli e suggerimenti su come procedere sarò molto felice di leggerli.
Grazie per la comprensione e l’aiuto!!
sabato 30 aprile 2011
Primo maggio: fave e pecorino...e un aereo, teoricamente, da prendere
E dopo 2 giorni di sole pieno, ora…diluvia!!!! Naturalmente…è per la scampagnata del 1° maggio, no?!! Ma a parte la lieve fissazione di questo periodo per le condizioni meteorologiche, che piova o tiri vento, che splenda il sole o nevichi su questo piccolo paesino di mare...francamente, con tutto il rispetto e la solidarietà umanamente esprimibili, poco ce ne cale, dacché domani a quest’ora, sempre che saremo riusciti ad attraversare indenni una Roma stipatissima di folle per:
-l’acquazzone di cui sopra
-il concertone del 1° maggio, per l’appunto
-la celebrazione di beatificazione in Vaticano,
e sempre che finisca in giornata l’interdizione ai voli civili su tutto il territorio in questione (..perchè s'è aggiunta pure questa, of course!), insomma: se si verificheranno tutta una serie di congiunture astrali favorevoli…..domani a quest’ora, dicevo, dovremmo (uh quant’è d’obbligo il condizionale!) essere giunti da tutt'altra parte dell’Europa dove oseremmo sperare (oltre che di arrivarci) di trovare un po’ di bel tempo.
Con cautela, sia chiaro: difatti la mantellina antipioggia (sì sì, proprio quella cosa orrenda che fa tanto sacchetto della spazzatura con le gambe!) è sempre pronta nello zaino. Pronta all’uso e a stupirci, perché per esempio, non l’abbiamo mai usata tanto come nel profondo e bellissimo Sud a estate inoltrata....
Intanto vi lascio con il classico gastronomico del primo maggio romano: fave e pecorino.
Da gustare rigorosamente a fine pasto, in compagnia di qualche amena chiacchierata, magari sciolta da un buon calice di rosso…
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