"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

giovedì 18 ottobre 2018

La padella dispettosa - Insalata tiepida d’autunno



“Allora bambini, stasera per cena pesce!”
Una normale serata di tardo (ma ancora timidissimo) autunno.
Le manovre serali di precongedo dal mio turno di tata si svolgono normalmente, con i bimbi che all’ottocentequarantanovesimo invito si rifanno finalmente ognuno il proprio zaino, mettono il pigiama, si insultano un po’ tanto per non perdere le buone abitudini e tornano a darsi gli ultimi spintoni della giornata nel residuo guizzo di energia.
Metto i filetti di nasello in padella, con un filo d’olio e qualche cucchiaio d’acqua. Solo una spolverata di timo per insaporire. Niente sale.
Nel frattempo mi occupo dei contorni, che con la flessibilità teutonica che mi contraddistingue, giusto un’acuta infiammazione intestinale potrebbe farmi prescindere dalla regola basilare di propinare sempre, almeno una porzione di verdura a pasto .
Pomodori per la piccola, insalata per “il grande”: taglio, condisco, apparecchio, sistemo, dribblo il cane che, con occhi supplici, aspetta a scelta che mi decida a tirargli la palla, a fargli una carezza o anche solo a lasciar cadere a terra un pezzo di qualunque cosa.
Controllo il pesce, è quasi pronto, metto il coperchio per accelerare la cottura e non disperderne il gusto.
Vado di là a chiamare i bambini, stramazzati nel frattempo sul divano in attesa della cena ma con le facce di chi sta per cedere e addormentarsi.
Li rianimo con voce squillante: “andatevi a lavare le mani che è quasi pronto!”
Torno in cucina, a mettere una spolverata di pangrattato sui filetti di pesce e renderli così più appetibili, che va bene che questi bambini mangiano tutto, ma anche l’occhio vuole la sua parte e il pangrattato è sempre di conforto.
Faccio per sollevare il coperchio ma mi viene su tutto: coperchio, padella e tutto il suo contenuto.
Riprovo: roteo, smuovo, scuoto, ma niente.
La padella è saldamente sigillata, un tutt’uno con il coperchio.
Nel frattempo arrivano i bambini. Sempre più stanchi, molto affamati.
Taccio la surreale situazione ancora un po’.
“Dai bimbi, cominciate a mangiare le verdure che il pesce sta finendo di cuocersi”, confidando nel fatto che mica quel coperchio può davvero essersi incollato alla padella.
Ma la verdura è sempre un patteggiamento: “no, la mangiamo insieme al pesce!”
Giustamente.
Nel frattempo faccio finta di niente continuando, di spalle ma silenziosamente, il feroce corpo a corpo con la pentola: coltelli affilati, forbici appuntite, una qualsiasi punta di acciaio per creare un varco all’aria e mandare in frantumi quel perfetto sottovuoto.
Possibilmente salvaguardando tutti gli arnesi, giusto eprchè non sono a casa mia.
Provo con l’acqua: se si raffredda forse allenta la morsa.
Piazzo la padella sotto il getto dell’acqua corrente, sentendomi addosso a quel punto quattro occhietti preoccupati.
Che la tata sia impazzita a mettere la padella sotto l’acqua con tutto il pesce dentro?
Ma il pericolo, almeno per il pesce, non sussiste proprio: l’acqua non penetra, la cena continua a rimanere sigillata.
La mia sanità mentale invece inizia a vacillare.
Com’è possibile che non si riesca ad aprire?
Ma dopo innumerevoli altri tentativi, tutti perfettamente vani, sfoderando un rassicurante sorriso, mi tocca confessare ai bimbetti che sì, abbiamo un problema!
Sguardi ancora più interrogativi, stavolta allarmati.
“eh niente, la padella si è mangiata la vostra cena. Ha cotto il pesce ma ora non ce lo vuole proprio ridare”
Incredulità, divertimento, curiosità.
E creatività. Moltissima.
 “Provo io, so come fare” dichiara il grande facendo per armarsi di forbici affilate.
Scongiuro epiloghi tragici, riportando la calma e invitandoli a sedersi per cercare insieme il motivo di tanta fame di questa intraprendente padella.
Nascono storie, personaggi, situazioni.
Intanto attuo il piano di emergenza e per cena rifilo prosciutto cotto e crudo.
Insieme alle verdure ovviamente.
Apprendendo il giorno dopo che la padella ha deciso di rilasciare il suo contenuto solo in tarda serata, a giochi fatti e bambini addormentati, quando è parso e piaciuto a lei insomma.
E il pesce è diventato il pranzo da portare a scuola.

@@@@@@@@@@@@@@

Siccome non è più estate ma non è ancora inverno (e se è per quello nemmeno autunno). Non fa più caldo (bugia) ma non fa ancora freddo. Non è né carne né pesce, proseguiamo con le insalate, quelle che ci preparavamo nei giorni più caldi quando non avevamo voglia di cucinare.
Ecco, qui c’è giusto da cuocere le verdure. Ma scottandole appena appena, scolandole ancora croccanti. E se disponete di una vaporiera avete risolto! Basteranno 10 minuti per tutte, zucca compresa, purché tagliata a cubetti non troppo grandi.
Le quantità sono variabili, secondo gusti e persone a tavola.
L’abbinamento di questi sapori, un po’ estivi un po’ autunnali, a me è piaciuto moltissimo!

Ingredienti
Zucchine romanesche piccole
Ceci lessati
Zucca gialla
Limone
Sale
Olio extravergine di oliva
Origano secco

Procedimento
Lavare, mondare e tagliare le verdure (tranne i ceci) a piccoli cubetti. Cuocerle al vapore per una decina di minuti (o tuffarle in una pentola di acqua bollente avendo cura di scolarle molto al dente per non perderne la croccantezza). Scolare bene e lasciare intiepidire. Nel frattempo preparare un’emulsione a base di olio, succo di limone, una presa di sale e una di origano. Aggiungere i ceci all’insalata e condire con l’emulsione.
Servire accompagnata da fette di pane nero tostato o gallette di cereali.


6 commenti:

  1. Ottima, mi hai dato una buona idea Grazie
    Mandi

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    Risposte
    1. Ne sono felice Rosetta. Grazie a te, di avermelo detto!
      Un bacione

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  2. Mi hai fatto sorridere perché è capitato anche a me e ho dovuto malmenare la padella non poco per aprirla !!!!!! Questo contorno mi piace un sacco . Tanti baci cara Luna e buon fine settimana

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    Risposte
    1. Vuoi dirmi che ci sei riuscita? Io ho provato in tutti i modi senza successo!! ma certo non essendo casa mia non ho potuto esprimermi al meglio...
      tanti baci a te, Lisetta cara.
      (Quanto tempo che non ci scrivevamo...mi mancavi!)

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  3. Potrebbe essere una bellissima storia della buonanotte quella della padella che si era stufata di dare da mangiare agli altri e si mangiò il nasello!

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  4. Oddio e come è possibile??? Quella padella doveva essere proprio affamata :-P però per i bimbi deve essere stato divertente ^_^
    Gustosa la tua insalata, anch'io alterno fresche insalate a calde zuppe..giusto x non farmi mancare nulla :-P

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