"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

lunedì 4 gennaio 2021

Ridere - Rustico di salmone e provola

Contrariamente a ogni previsione, quell'anno infausto che non voglio nemmeno più nominare si è invece concluso nel più sorprendente dei modi. Intendiamoci: di cose belle ne ha avute pure lui, che poi alla fine, a dispetto del mio umore color pece, delle mie lamentele senza fine e di tutti i gne gne gne per i viaggi sfumati (per i 12 giorni in Namibia, però, permettetemi di considerare legittimo qualche piccolo rodimento di chiccherone), alla fine, ripensandoci, siamo riusciti a fare:

-un weekend lungo a Napoli, a giugno, godendoci tutta la sua bellezza in totale tranquillità, priva com'era di turisti;

-un weekend corto al lago di Bolsena, a luglio, con cena stratosferica per festeggiare gli 11 anni di matrimonio (testimonianze sparse anche qui e qui);

-18 giorni in Grecia, a settembre, tornando nella meravigliosa Creta in cui ormai stiamo per prendere la cittadinanza onoraria.

E quindi ecco, non è che di momenti belli (e anche bellissimi) non ci siano stati in quell'anno lì, ormai alle spalle.

Ma questi sono bilanci e io avevo detto che non li avrei fatti, nemmeno per stargli a dare questa soddisfazione.

Per cui dicevo, col mio solito, ingrato spirito da “va tutto male, fa tutto schifo” anche se così, ringraziando il cielo, non era, mi apprestavo a festeggiare, recalcitrante e insofferente, un capodanno in patria, cosa che non accadeva da..almeno 20 anni!

E soprattutto un capodanno in compagnia di qualcuno che non fosse esclusivamente l’amato bene, per la tradizione che “Natale con i tuoi, ma Capodanno tutto per noi”, in giro per il mondo o per l’Italia ma comunque solo noi.

Ligi alle regole severe delle ultime disposizioni, abbiamo apparecchiato, distanziati, una tavola per soli altri due commensali non conviventi.

Amici residenti a 20 metri da casa nostra, con i quali dunque condividiamo l’indirizzo, seppure con un diverso numero civico.

Per l’occasione abbiamo apparecchiato nei toni dell'oro e del rosso


facendoci poi prendere la mano e finendo per spargere “oro” un po’ ovunque

e cucinato, con moltissimo amore, una cena a base di pesce, 


riuscita per metà, visto che ho miseramente fallito la cottura della pasta rovinando un meraviglioso condimento a base di cozze e vongole che l’amato bene aveva speso una mattinata intera a pulire, far spurgare (con acqua di mare!), cuocere, coccolare e incoraggiare per consegnarle nelle mie maldestre mani.

Ma perfino questo fastidioso contrattempo è passato in sordina, travolto dalle risate e dalla voglia, evidentemente condivisa, di lasciarci alle spalle quell’anno lì e tutte le sue brutture, compresa una qualità di pasta dalle mille promesse e i risultati pessimi (non è stata tutta colpa mia!).

Non ce ne é fregato niente.


Abbiamo salutato il nuovo anno con lenticchie e salsicce, un godurioso panettone artigianale al mirto,

risate a non finire e uno stare insieme semplice e bello come non ce ne ricordavamo. 

Durato fino alla fine del coprifuoco e quindi ben oltre l’alba del nuovo giorno.

Roba che io, le sette di mattina a capodanno, non le ho mai fatte nemmeno a 20 anni.

A quel punto sarebbe stato bello infilarsi il cappotto e andarsi a prendere cappuccino e cornetto al bar, ma non si poteva.

Che uno dice: “ma che avete fatto fino alle 7 del mattino”?

A pensarci prima mi veniva l’orticaria.

Tanto per cominciare, intorno alle 4 e mezzo, ho anche messo su il brodo per i tortellini che il giorno dopo avevo promesso all'amato bene.

E tutto il resto del tempo è scorso così velocemente da non rendercene nemmeno conto.

Giocando innanzitutto.

Con un vecchio Trivial Pursuit dalle domande un po’ obsolete ma sempre tanto affascinante.

Per poi passare alle carte, farsi insegnare 31 e sbancare tutti (la fortuna del principiante!).

E poi soprattutto ridendo, cosa che avevamo un po’ dimenticato di fare.

Senza abbracciarci e baciarci nemmeno allo scoccare della mezzanotte.

Festeggiando con bastoncini di scintille e guardando i fuochi dalla finestra.

Arieggiando la stanza ogni tot per evitare possibili contagi.

Prestando la massima attenzione a ogni norma di buon senso, ma prendendo la vita, i problemi, i pensieri, le amarezze, almeno per una notte, una intera notte, con estrema leggerezza.

Compreso un piatto riuscito male.


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Quelle delle torte di pasta sfoglia sono delle “non ricette”, vista la facilità con cui si possono portare in tavola, con ripieni e forme sempre diversi e risultati sempre garantiti.

Proprio per questo mi piacciono da impazzire e rappresentano quella comfort zone in cui rifugiare tutte le ansie connesse alla preparazione di un’intera cena. Questa, nello specifico, è a base di salmone e provola affumicata e ha la forma di un pesce. Ma va da sé che ci si possa veramente sbizzarrire, a mano libera e con apposite formine.

Ingredienti

2 rotoli di pasta sfoglia, rotonda o rettangolare

150 gr di salmone affumicato

8 fettine molto sottili di provola affumicata (io la compro già affettata)

1 uovo

Semi di sesamo e di papavero

Procedimento

Preriscaldare il forno a 200°.

Srotolare il primo rotolo di pasta sfoglia lasciandola sulla sua carta forno.

Adagiarvi sopra le fette di provola e poi ricoprirle con i ritagli di salmone affumicato. Coprire con il secondo rotolo e, con l’aiuto di un coltellino molto affilato, ritagliare una sagoma a piacere. Io in questo caso ho scelto di dare la forma di un pesce e, con una formina per biscotti, di ricavare tante stelline dalla parte avanzata. Trasferire tutto su una placca da forno, spennellare la superficie della pasta con l’uovo sbattuto e cospargere di semi di sesamo e di papavero.

Infornare per circa 20 minuti.

N.B.: a garantire la buona riuscita di un rustico, a base di pasta sfoglia, è lo shock termico che la pasta subisce dal frigo al forno molto caldo, perciò per esempio, il secondo rotolo di pasta sfoglia tiratelo fuori dal frigo solo al momento opportuno. Oppure, se pensate che la lavorazione sia durata troppo e  che il tutto sia stato troppo a  lungo a temperatura ambiente, mettete la teglia in frigo per qualche minuto e solo poi direttamente in forno.

 

 


mercoledì 30 dicembre 2020

Auguri e speranze


 L'ultimo Capodanno trascorso "a casa", cioè entro i confini della nostra regione, risale a venti anni fa, quando correva l'anno 2000. Questa constatazione è, insieme, il mio bilancio di quest'anno e tutti i propositi per quello nuovo.

Che dovrà sforzarsi proprio poco per essere migliore di questo.

Il mio augurio è che porti con sè la libertà di tornare a sognare, a spostarsi per il mondo, a respirare aria fresca a pieni polmoni, a ridere a crepapelle ma soprattutto a scambiarci tutti  tutti gli abbracci e i baci che il suo predecessore ci ha negato.

TANTI AUGURI DI BUON ANNO


martedì 15 dicembre 2020

Che tempi! - Plumcake al caffé e nocciole

Le nuove frontiere del blogging: un post scritto, composto ed editato (su quest'ultimo punto non garantisco) direttamente dal cellulare!

Mai avrei creduto possibile raggiungere simili vette di sciatteria.

Che, pazienza scrivere saltuariamente e ormai senza nemmeno più uno straccio di piano "editoriale". Pazienza pure soprassedere sull'addobbo natalizio della casa che quest'anno dall'8 dicembre che è stato portato a compimento è passato pure in cavalleria (a parte lo sbandieramento  su facebook) e non è da me.

Ma che addirittura non trovi tempo né agio di mettermi comoda al computer a comporre e digitare uno scrittuccio dignitoso non l'avrei mai creduto possibile.

Le prime avvisaglie mi sono arrivate da quelle volte in cui ho iniziato a trovare normale corredare i miei post di foto scattate direttamente con lo smartphone. Magari di sera. O di mattina all'alba con la casa ancora immersa nel buio. Avrei dovuto immaginarmelo che il passo successivo sarebbe stato questo.

Ma dice che bisogna stare al passo con i tempi, con il cambiamento e con le novità. Farsi flessibili.

Sarà, io comunque continuo a preferire i vecchi metodi. Quelli appunto del computer e di sedia e scrivania.

Ma tant'è. 

Annaspando nella sciatteria comunque riesco ancora a scovare chicche come la ricetta di questo plumcake che ho visto qui. Io adoro il caffè, ma ormai da anni ne bevo soltanto uno al giorno e solo occasionalmente due.

Ho quindi imparato ad amare anche l'orzo, miserello sostituto cui ci si abitua giusto per rassegnazione. Ho voluto però combinarli e fare un po' e un po'. 

Casualmente avevo anche un piccolo brick di bevanda vegetale di riso alla nocciola...facile decidere di miscelarli con quello i due caffè solubili.

Infine, giusto qualche giorno fa avevo comprato un sacchetto di zucchero di canna integrale che ha questo aspetto qui e sa tanto di liquirizia.

Combinazione perfetta, tanto che quando mi sono trovata davanti questa ricetta non mi sono potuta esimere. Per concludere con gli aggiustamenti e le varianti, ho usato farina di farro e di farro integrale. E insomma, pur con tutte le piccole modifiche apportate è uno di quei dolci che penso rifaró spesso: troppo buono con quella consistenza umida sotto la crosticina croccante. L'aroma deciso e avvolgente di un caffè quasi speziato.

Sì perché qua di biscotti natalizi non ne facciamo. Tempo zero, voglia non ne parliamo. In compenso quest'anno, oltre ai consueti cuoricini di zenzero, ne abbiamo provato un altro tipo di IKEA, a base di avena e cannella. Belli e fatti che basta aprire la scatola. Altro che impasta, inforna e guarnisci.

 Il tutto mentre addobbavamo a più non posso.








Con surplus di luci, rispetto agli anni scorsi e nessun altro gingillo aggiunto al novero escludendo una pupazza alata che ci guarda dalle scale.

E quindi ecco, alla fine se in calce a questo post attacco qualche foto del tutto riesco a sbrigare pure la pratica "post su addobbi natalizi".

Mentre abissi sempre più profondi di sciatteria paiono inghiottirmi.

Ma il plumcake provatelo, che ne vale veramente la pena!

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Trovate la ricetta originale sul blog di Alice , Pane libri e nuvole, a questo link.

 Di seguito la mia versione.

Ingredienti

180 g di farina di farro bio
100 g di farina integrale di farro
3 uova
100 g di zucchero di canna integrale
110 ml di olio di semi
150 ml di latte di riso alla nocciola
2 cucchiaini di orzo solubile
1 cucchiaino di caffè solubile
1 bustina di lievito in polvere
70 g di nocciole tostate
1 pizzico di sale


Procedimento

Preriscaldare il forno a 180° e ungere e infarinare uno stampo da plumcake.
In una ciotola setacciare le farine e il lievito.
Tritate molto grossolanamente le nocciole, lasciabdobe da parte una decina per la superficie.
In un pwntolino scaldare il latte alla nocciola e poco prina dell'ebollizione spegnere e sciogliervi dentro il caffè d'orzo e quello solubile. Mentre si raffredderà un pochino, montare le uova con lo zucchero con le fruste elettriche per almeno 7-8 minuti, fino ad avere un composto gonfio e spumoso. Unire l’olio a filo, il latte e infine incorporare le farine con una spatola.
Da ultimo unire anche le nocciole, e mescolare bene.
Versate l’impasto nello stampo e distribuire in superficie le nocciole rimaste, tagliate a metà.
Cuocere per 35-40 minuti circa facendo la prova stecchino per verificare la cottura

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