"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

giovedì 2 giugno 2011

Buone azioni fra i secchioni dell’immondizia…. e una cosetta al volo per cena - Involtini di merluzzo alle mandorle


La buona azione quotidiana è stata compiuta.
E quindi, in rapida successione, una vorticosa reazione a catena: il mio sonnacchioso senso civico ha subito un’impennata, l’autostima è schizzata ai massimi livelli, la coscienza ha preso a gongolare, smarrita da tanto improvviso lustrore!
Tutto per un sacchetto dell’immondizia finito nel posto sbagliato…
Beh, la raccolta differenziata si sa, è ormai automatismo puro (o perlomeno dovrebbe, ma comunque..). Gesti istintivi, abitudini acquisite: la carta di qua, il vetro di là, la plastica dall’altra parte ancora…no, momento! I piattini e le posate di plastica no!! (ma questa cosa faticherò ancora un pochetto a immagazzinarla, così come l’idea che i tappi delle bottiglie debbano subire un trattamento diverso rispetto alle medesime e non solo per la questione delle svariate raccolte a fini benefici…).
Insomma, a parte qualche incertezza tutto sommato trascurabile e immediatamente risolta, alla fine me ne esco puntualmente di casa carica di tutti i miei pacchettini diligentemente separati.
Ma cosa accade quando mi ritrovo davanti ai secchioni solo fisicamente mentre i pensieri rimbalzano leggiadri fra una mail da scrivere a Leanne e la telefonata da fare a Patrizia che oh, mannaggia, è proprio tanto che non la sento! ?
Embè, come minimo capita di entrare in confusione e giusto un attimo dopo essere tornata in sé, di veder precipitare il sacchetto dell’umido dritto nel contenitore della plastica... Naturalmente ed eccezionalmente solo per oggi, si badi bene, VUOTO!
Ora, se la Natura mi avesse dotato di un’altezza solo minimamente più ragguardevole avrei trovato la questione facilmente risolvibile: e che ce vo’? Mi sporgo quel tanto che basta a sovrastare il bordo del cassettone giallo, allungo un braccio et voilà, il danno è rimediato. Ma ahimè, il fatto di essere alta quanto lo era la povera Marylin Monroe sì, per carità è vanto che esibisco ogni qualvolta mi trovo a declamare il mio scarsissimo metro e 60, ma è in casi come questi che il paragone proprio non mi è di consolazione alcuna.
Che poi, in un impeto di ottimismo e sovrastimate capacità, ci provo pure a sporgermi allungando il braccio…e meno male che in quel momento non passa anima viva, perché è giusto un attimo quel dondolio pericoloso che mi separa dall’andare a finire nel secchione pure io. Siccome però non è mia abitudine lasciare le cose a metà né darla vinta così facilmente alla Natura e al Caso, mi guardo intorno e afferro quello che mi sembra un bastone abbastanza robusto per farmi da leva. E comincio ad armeggiare nel tentativo di prendere all’amo l’occhiello della busta rimasto generosamente sollevato. L’operazione si rivela difficile soprattutto considerando le altre cose di cui sono oberata: la borsa sulla spalla destra, la busta con il piatto di verdure al forno che devo portare a mamma barattandole con un piattone di insalata di riso (perché questi scambi “culturali” sono all’ordine del giorno!) che ondeggia sull’avambraccio sinistro mentre la mano è impegnata, nello stesso istante, con due dita a tenere su il coperchio del cassettone giallo e le altre 3 a manovrare la leva per recuperare l’intruso. È esattamente in casi come questi che si desidera intavolare una discussione su temi esistenziali o prestare ascolto a chi ha voglia di raccontarsi e infatti, puntualmente, si avvicina una simpatica vecchietta con la sua leggerissima bottiglia di plastica (e il suo tappo!) e mi guarda tra il perplesso e il minaccioso (...perchè potrei sempre essere una pazza sconsiderata che finge di frugare tra la plastica con un grosso bastone per poi sferrare l’attacco ai malcapitati strategicamente incuriositi!). Per evitare che lo sguardo si traduca in parole o azioni mi affretto a spiegare che mi sono sbagliata e che sto tentando di recuperare l’intruso. La signora tira un sospiro di sollievo e senza venire minimamente sfiorata dalla possibilità, per esempio, di tenermi perlomeno sollevato il coperchio, si premura invece di raccontarmi la sua avventura, ben più grave, che magari nelle intenzioni dovrebbe avere lo scopo di consolarmi: “Ahhhh mannaggia…..ehhhh signò, ma nun sa che m’è successo a me!” (il doppio possessivo rafforza la gravità e la solennità sia dello scampato pericolo sia dell’altruistica condivisione) “Ho dovuto chiamà mi marito perché m’ero sbajata pure io e dentro ar sacchetto c’avevo buttato le chiavi! J’ho detto: fa’ come te pare ma ripijamelo perché io le chiavi le devo ritirà fori!”
Molto interessante penso: ma così è facile. Una fa i danni e il marito deve riparare! Il mio mi avrebbe, come minimo, esortata a cavarmela da sola…salvo poi, dopo qualche piccolo insulto, correre in mio aiuto. Ma il fatto è che in questo momento è in città a lavorare e io non posso aspettare. Senza contare poi il fatto che piuttosto che farmi trovare in tali indecorose ambasce…preferirei risalire su casa a prendere uno sgabello per infilarmi pure io nel cassonetto e risolvere così la questione, da sola, una volta per tutte.
Passano pochi minuti tuttavia (e altri aneddoti sfornati dal cappello magico della signora e altri passanti che a quel punto ne vedevano 2 di tipe intente ad armeggiare conversando davanti a un contenitore giallo) che il sacchetto intruso viene eroicamente accalappiato!
Tutta fiera e ormai sudaticcia lo mostro alla signora ciarliera la quale, felice anche lei, mi dà una pacca sulla spalla e prima di andarsene si congratula “C’è riuscita! Brava!!!”
……All’inizio mi sono sbagliata: le buone azioni erano due:
 -una l’aver recuperato il sacchetto per poterlo gettare nel posto giusto;
- l’altra di aver fatto da spalla alla logorrea inarrestabile della signora che comunque, nonostante tutto, era anche simpatica!

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Annovero questa ricetta tra le idee per una cena da approntare velocemente ma con quel tocco in più che la fa sembrare una Grande idea…I filetti sono quelli: surgelati o freschi, ma sempre loro. Che poi si usi il merluzzo, o la platessa o perfino il persico, la questione cambia di poco, al massimo faticherete un filo di più per fare gli involtini con la platessa, che è più fragile, o con il persico che mediamente ha uno spessore più alto.
Se poi comprate direttamente le mandorle in scaglie, non dovrete nemmeno perdere tempo a sbollentarle, spellarle e tagliuzzarle (che allora sì, ci vuole decisamente più tempo!).

Di solito io faccio scongelare i filetti durante la notte, la mattina prima di andare al lavoro li sciacquo e li rimetto in frigo dentro uno scolapasta (coperti con un piatto rovesciato) in modo che asciughino per bene. Se mi avanza tempo mi preparo anche il pangrattato con tutte le cosette da aggiungerci, in modo che quando arrivo, la sera, mi rimane da fare ben poco. E la cottura si risolve davvero in una manciata di minuti…
 Ingredienti x 2
6 filetti di merluzzo
1 etto circa di pangrattato
Un mazzetto di prezzemolo
1 spicchio d’aglio piccolo
Peperoncino
Sale
Olio extravergine d’oliva
Una bustina di mandorle a lamelle (di solito è da 40 gr)
Vino bianco

Procedimento
Sciacquare i filetti di merluzzo e scolarli bene o tamponarli con carta da cucina. In una ciotola mescolare il pangrattato con il sale,il peperoncino, il prezzemolo e l’aglio tritati insieme molto finemente. Mescolare bene quindi aggiungere un po’ di olio per rendere il composto morbido e compatto, lavorandolo con una forchetta. Unire da ultimo le mandorle. Farcire ogni filetto con il composto e arrotolarlo su se stesso premendo bene per farlo aderire. Fissare con uno stecchino e spargere un po’ di pangrattato anche sulla superficie dell’involtino.
Scaldare un po’ di olio in una padella antiaderente (o di ceramica), quindi rosolarvi gli involtini per pochi minuti girandoli una sola volta, dopo che si sarà formata la crosticina (altrimenti sarà molto facile che si rompano…). Sfumarli con un goccio di vino bianco, alzare la fiamma per farlo evaporare, quindi salare, coprire e finire di cuocere a fuoco moderato per altri pochi minuti. Servire caldi, con una spruzzata di limone.

Anche con questa ricetta partecipo al contest di Angela



9 commenti:

  1. ahahahhahahaahha cavolo che racconto!!meno male che ci sei riuscita!!!bravissima una pacca sulla spalla te la dò anch'io và hihiihihi.buonooo questooo secondo!!buon 2 Giugno cara

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  2. Ce ne vorrebbero tanti con il tuo senso civico! Tutti! Qui da noi non c'è ancora la raccolta differenziata tra umido e secco. In una città con più di 4 milioni di abitanti tutto dentro o fuori un cassonetto! Per correttezza 2:uno per il secco e l'altro per la plastica..che poi pochi ci badano. Io però differenzio!
    Buonissimo e saporito il merluzzo con le mandorle! Bacione

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  4. Simpatico il post e interessante la ricetta!!!
    A presto

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  5. bravissima! e complimenti per la tua ricettina! con le mandorle è davvero originale! un bacione!

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  6. E meno male che era simpatica!!! Ma simpatico di più il tuo racconto...capita!!! Ottimo il merluzzo intrigante con le mandorle e il peperoncino. Grazie per il tuo passaggio e buon sabato. Max Blog di Max.

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  7. Brava brava, Luna, troppo divertente...almeno non hai perso la scarpa! Devo raccontarti quella storia! :-)
    Baci, Bella

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  8. TINA: Grazie Tinuccia, spero che anche il tuo 2 giugno sia stato bello, anche se passato ormai da un pezzo! Bacetti e buona domenica

    ORNELLA: anche qui da noi è molto contrastata la cosa, non credere...ma penso che se ognuno nel suo piccolo fa il suo, le cose, senza troppi sforzi nè propagande, possono decisamente migliorare...su tutti i fronti! tanti baci lunghi da qui alla Grecia!!

    CAMELIA:grazie lo farò sicuramente!

    LAURA: grazie lauretta, ciao a presto!!

    DADA: grazie mille, bacioni a te!

    MAX: che bello averti qua!! grazie a te!!beh, da esperto in materia quale sei tu, anche per il posto bellissimo in cui vivi...è davvero un complimentone!!Buona domenica a te

    BELLA!!!!!!!! Questa poi! Anche tu su questi lidi?? Grazie di avermi lasciato un commento, sono curiosisima della tua storia e non vedo l'ora di sentirla!! tanti bacioni, con l'affetto di sempre (anche da fabio!)

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  9. ahahah, che avventura....e che ricetta deliziosa...e veloce..bravissima!!

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