…e delle innumerevoli possibilità.
Andare a Valencia significa vedersi aprire, ogni giorno, un
ventaglio di scelte su come impiegare il tempo e a quali svaghi dedicarsi.
C’è la parte vecchia, con la sua storia antica e suggestiva.
Altari barocchi disseminati lungo tutta la città per
festeggiare il santo patrono con rappresentazioni a lui dedicate.
La cattedrale, contenente la cappella del Sacro Graal, dalle
vicende un po’ contrastate.
Costruita originariamente sul sito di una moschea, vanta un
portale romanico, uno gotico e una bellissima facciata barocca!
E se si vuole
osservare questa macedonia (e il resto della città) dall’alto, basta salire
sull’annessa torre gotica della Miguelete per una bella vista panoramica.
Ma anche quartieri come il Carmen, con la Lonja de la Seda, l’antica borsa dei
mercanti della seta,
patrimonio Unesco immerso anch’esso, manco a dirlo, in un
odoroso agrumeto
(non per niente gli agrumi migliori, esportati in tutta
Europa, vengono prodotti proprio qua).
C’è il meraviglioso lungomare, con i suoi interminabili
viali di palme
e le sue distese infinite di spiagge.
C’è la Città delle Arti e della Scienza,
quella per cui
soprattutto è famosa Valencia e che però la rappresenta solo in piccola parte,
con le sue tre grandi attrazioni costituite dall’Hemisfèric, dal Museo
interattivo delle Scienze
e dall’Oceanogràfic (biglietto cumulativo: 28€,
scegliendo l’accesso in un unico giorno o suddividendo le attrazioni in diverse
giornate).
Simpatici e suggestivi i primi due, specialmente il
Planetario con i suoi documentari in Imax (e non mancate, alla fine del film,
di fare una capatina sul retro, buttando un occhio alla sala regia con le
bobine giganti spostate da carrelli elevatori!)
indimenticabile il terzo, anche
dopo aver visto Lisbona e Genova.
Non per niente è il più grande parco oceanografico d’Europa,
con i suoi 110.000
metri quadri di vasche e
acquari e ¾ di giornata li merita tutti, passeggiando lungo tunnel
sottomarini
dove squali e razze nuotano sulla testa dei visitatori.
Ma anche facendo visita ai leoni marini, alla colonia di
fenicotteri,
alla voliera con specie simpatiche
e molto fotogeniche.
E a parte la genialità architettonica di Calatrava, profusa
tutta nelle forme strane degli edifici: l’Hemisfèric a forma di occhio (le cui
palpebre, posate su un lago artificiale, possono chiudersi su se stesse nel
giro di 20 minuti…); il Museo come un gigantesco scheletro di dinosauro, senza
contare l’edificio blu a forma di bocca di orca che spunta sempre dal lago
artificiale
… è davvero una città nella città, in cui calcolare di passare
(molto piacevolmente) una bella fetta del proprio soggiorno.
Ma ci sono anche i giardini del Turia, particolarissimi
parchi ricavati sul letto di un fiume, il cui corso si è deciso di deviare
ormai parecchi anni fa.
Giardini anch’essi pieni di aranci e di fontane, ruscelli,
torrenti, che li fanno sembrare il degno corredo di affascinanti dimore
orientali.
Un gigantesco Gulliver narcotizzato e legato a terra
campeggia al centro di questi giardini
ed è la gioia di piccoli (ma anche
grandi) che decidono si scalarne la barba, i capelli, tutto il corpo.
Con la possibilità di affacciarsi dal gigantesco cappello,
di fare capolino da una scarpa rotta
o di arrampicarsi sulla enorme mano.
E se proprio una mattinata non si sa come impiegarla,
esaurite tutte le attrazioni possibili, si può sempre fare una puntata a quel
Mercato Centrale,
che è un vero spettacolo per gli occhi: in stile Art Noveau
ma con l’atmosfera inconfondibile dei suk arabi.
Magari passando a fare uno spuntino al Mercato Colon che è
invece un ritrovo di localini, caffetterie e piano bar immerso in un’ atmosfera
accogliente e rilassata.
Altrimenti, Valencia di presta ad essere scoperta e goduta
così: semplicemente passeggiando lungo i suoi eleganti viali alberati,
attraverso le sue piazze che sembrano salotti
con tanto di marmi come
pavimento,
col naso all’insu verso i tanti murales
o ammirando gli innumerevoli
particolari architettonici che fanno, di lei, un piccolo gioiello.
Da godersi in primavera e in cui recarsi, eventualmente,
anche con bambini considerando le tante attrazioni che offre e il fatto di
essere comoda, accessibile e perlopiù pianeggiante.
Servizi pubblici assolutamente efficienti, metro puntuale e
comoda (con tessera magnetica al costo di 1€ da ricaricare a proprio
piacimento), treni non da meno.
Se proprio dovesse avanzare del tempo infatti, recarsi alla
stazione e saltare sul primo treno (7€ biglietto di andata e ritorno) per
Sagunto:
cittadina ad appena 20 minuti dove ammirare le rovine di una fortezza
(detta l’Acropoli!),
di un teatro romano e di un museo, oltre a passeggiare
piacevolmente per il paese con le sue stradine medievali, le piazzette e il
quartiere ebraico.
E se dovesse servirvi un suggerimento per un B&B a due
passi dal Mercado Colon (e dalla metro omonima), comodo, dall'aria un po' retrò,
pulito ed economico,
con stanza enorme dotata anche di comodo forno a microonde:
B&B Hi Valencia Canovas
Cirillo Amoròs, 82
www.hivalencia.com
Ma attenzione al momento della prenotazione per la scelta
delle stanze: ne esistono di tre tipologie,
con bagno in camera, bagno in comune oppure bagno privato ma fuori dalla
camera. Tutto comunque ben specificato, anche per la differenza di prezzo (la
stanza con bagno in camera è la più costosa e viene 50€ a notte).
E per un’ottima paella non ci sono dubbi: a la playa!
E in
particolare da
Casa Chaparro
Avda de Neptuno, 38
www.casachaparro.com