"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)
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martedì 7 aprile 2015

Le soddisfazioni dei miei viaggi

Sudafrica - E una doccia calda

Come ultima tappa del viaggio itinerante in Sudafrica avevamo scelto una località poco distante da Johannesburg, perlopiù sconosciuta, anche se sede di bellissime cascate che le danno il nome.
Una piccola Country House nello sperduto villaggio di Waterval Boven, ma l’unica rimasta, pur prenotando svariati mesi prima, era una stanza con bagno in comune.
Prospettiva per me davvero poco allettante considerando che quella era anche l’ultima notte dopo una settimana all’interno del Kruger e prima del lunghissimo viaggio di ritorno con scalo di 9 ore al Cairo.
Speravo almeno di riuscire a trovare il bagno libero per poter fare una doccia!!
Oltretutto c’era l’incognita enorme di questo posto che non aveva moltissime recensioni e che avevamo scelto più per mancanza di alternative che per reale convinzione.
Non sapevamo quindi cosa aspettarci.
Invece: un cottage meraviglioso ubicato in cima a una collina e con una grande veranda in legno.
Ma la sorpresa più grande è stato l’upgrade di cui siamo stati beneficiati all’arrivo e la destinazione in una stanza bellissima, enorme e…con bagno (e vasca!!!) privatissimo.
Abbiamo trascorso l’ultima serata in Sudafrica in uno stato di grazia gustandoci l’ottima cena in compagnia dei simpatici proprietari tedeschi, di una coppia di olandesi e una di francesi in una bellissima commistione di lingue e di culture.
Il mattino dopo è stata ancora più dura salutare l’Africa.

Hong Kong - E i miti da onorare

Quando siamo in viaggio non abbiamo orari ma tanti progetti. E tabelle di marcia intensive per cercare di vedere il più possibile. Stiliamo un programma di massima al mattino calcolando distanze e tempi di spostamento e cercando di essere più realistici possibile (particolare che vale più che me, poco pragmatica di natura, che per l’amato bene: organizzatissimo viaggiatore e insuperabile pianificatore. Lui pianifica, io sparo mete a casaccio, ma per fortuna ci si compensa).
Mio fratello mi aveva chiesto, quando fossimo stati a Hong Kong, di andare sulla Avenue of the Stars, e fare tante foto alla statua di Bruce Lee.
Quella parte della città veramente, sulla penisola di Kowloon, ci attirava ben poco e programma oggi, programma domani, avevamo finito per dimenticarcene completamente e relegare l’adempimento della promessa all’ultima sera utile. Ma non potevamo ripresentarci da lui a mani vuote o solo con immagini comprate (o scaricate dal web: ancora più semplice!), perché lui voleva proprio un reportage dettagliato e confezionato “a mano”. Allora l’ultima sera, di straforo, di corsa, e sgomitando tra la folla del sabato, siamo riusciti a immortalare la statua al buio (ma da varie angolazioni!) rischiando pure di litigare in cinese per non essermi accorta che c’era addirittura una fila da rispettare per poter fare foto…e a riportare indietro, tra una gamba mozzata e un’inquadratura sfocata, l’ambio souvenir!

Germania - E un conto in sospeso

Essermi decisa a tornare a Berlino dopo 35 anni e aver cercato tenacemente (e ritrovato) tutti i luoghi della mia infanzia riuscendo ad apprezzare, in qualche modo, anche le innegabili bellezze della città (e a salire sulla Torre della televisione).
Tutto quel viaggio per intero è stata una soddisfazione e una piccola vittoria personale.


Per l’appuntamento mensile con la rubrica Il senso dei miei viaggi, ospitata questo mese dal blog Pret a partir con Chiara.



martedì 13 gennaio 2015

Koblenz per gradire


I quasi 40 euro di biglietto ferroviario da Colonia (andata e ritorno) li vale tutti.

A cominciare dai panorami che offre il viaggio: boschi, montagne e paesini a incorniciare placidi specchi d’acqua.

La comodità della sua stazione centrale è evidente poi dagli innumerevoli cartelli che dal piazzale antistante si dipartono verso le sue maggiori attrazioni turistiche.

Che non sono proprio poche alla fine: in giornata la si visita, ma lascia come una sorta di incompiuto, perché poi passeggiare semplicemente sul bel lungofiume

 o nel pittoresco centro storico 


sono attività che verrebbe voglia di prolungare all’infinito.

Il punto forte di Coblenza, pubblicizzato e indicato a ogni passo, pare essere proprio quel Deutsches Eck (Angolo tedesco) 

che è anche la sua peculiarità di cittadina alla confluenza di due fiumi: il Reno e la Mosella.

Sulla punta precisa di quell’angolo pare quasi di scorgere le acque dei due fiumi incontrarsi e abbracciarsi per poi fondersi e prendere a scorrere insieme.
Un monumento imponente, la statua di Guglielmo I, la visuale aperta sulla dirimpettaia Magonza, contribuiscono al fascino e alla celebrazione di questo angolo.
Dalla stessa passeggiata lungofiume parte la funivia che collega la città alla fortezza di Ehrenbreitstein

dalla quale ammirare l’intera valle del Reno e magari visitare anche l’ex caserma prussiana e il museo ospitato al suo interno e dedicato alla storia della città.
Il centro è fatto di case a graticcio, 

come tele dipinte,

 fontane che raccontano storie 


e placide piazzette in cui fermarsi a riprendere fiato.


Tante chiese anche qui 

e, a parte il duomo,

la Basilica di Sankt Kastor in cui si celebrò il trattato di Verdun per la divisione del regno di Carlo Magno.


Giusto un assaggio quello che offre una gita di un giorno da Colonia,

 quel tanto che basta a stuzzicarne l’appetito e instillare il desiderio di tornarci automuniti per poter visitare così anche i castelli circostanti e tutto quello che di meraviglioso, si intuisce, questa zona ha da offrire.

venerdì 9 gennaio 2015

Brühl delle meraviglie


Lo stesso treno che dall’aeroporto di Bonn porta a Colonia prevede una fermata in questa piccola cittadina della Renania dal fascino incantato.
Nel nome ricorda il suo ben più famoso cugino delle Fiandre. Quel paesino fiabesco che risponde al nome di Bruges, a una manciata di chilometri da Bruxelles, ed è preso d’assalto da orde di turisti intenti a farsi immortalare lungo i ponti e gli specchi d’acqua che lo caratterizzano.
Nell’aspetto, il più dimesso parente tedesco, lo ricorda solo da lontano perché ha indubbiamente un fascino meno prorompente e più discreto.
Non si impone, ma conquista passo dopo passo.
Già scendendo dal treno 

e trovandosi immersi in un paesaggio di boschi e casette dai tetti spioventi.
Sarà perché non amo i luoghi affollati, tanto decantati e un po’ costruiti che Bruges, a  suo tempo, non mi fece una grande impressione (pur trovandola innegabilmente romantica e molto graziosa).
Quell’impressione di pace e assoluta armonia che invece mi ha suscitato il più ruspante e austero Brühl.
Dove le cartoline per la collezione di mamma ho dovuto andarle a cercare all’ufficio del turismo perchè non ho trovato nemmeno un negozietto di souvenir o altro che le vendesse.
E questo è stato per me motivo di innamoramento folle e istantaneo.
Una cittadina che basta a se stessa e non cerca notorietà, che sta quasi appartata ma contiene al suo interno ottimi motivi per decidere di farci un salto, prima o poi.
A cominciare dall’Augustusburg 

quel castello che, insieme all’annesso casino di caccia Falkenlust sono siti Unesco, appartenuti a Clemente Augusto di Wittelsbach, arcivescovo di Colonia (visite guidate a orario).
Certo d’inverno non è possibile apprezzarne appieno i giardini, 


ma quello che ci ha stupiti (a parte i colori crema e vagamente azzurrino dell’edificio) è la perfetta armonia con tutto il circondario.

Si scende dal treno e, lasciandosi il bosco alle spalle, ci si trova direttamente sul viale di ghiaia che porta allo scalone della villa. Ci si gira attoprno e si esce dalla parte opposta direttamente sulla strada cittadina. Nessun muro di cinta, nessun cancello; si continua a camminare, ammirando col naso all’insù architettura e natura, passato e presente, senza soluzione di continuità.

Per poi ritrovarsi in un piccolo salotto fatto di piazzette, viali lastricati e vicoli nascosti.

Dove sorgono il centro commerciale Kaufhof e il supermercato Rewe ma anche fiabeschi negozietti di dolciumi e piccole botteghe artigiane.
Smisurate pasticcerie e minuscoli caffè.

E il nuovo museo d’avanguardia interamente dedicato a Max Ernst.
Tutto insieme, tutto perfettamente integrato e senza contrasti stridenti.
Anche qui case colorate 

e giochi per bambini in legno dipinto a mano.

Fontane arzigogolate e personaggi vari che animano panchine

 e tratti di strada.

Palazzi di merletto

E panetterie dai profumi travolgenti.

Il ritorno a Colonia è a malincuore e una volta di più ci troviamo a pensare che, averlo saputo, avremmo scelto di alloggiare qua, anziché in una grande città.
Per la sua pace, per la calma che vi regna, per il fatto di essere un piccolo scrigno, poco conosciuto, di bellezza e tranquillità.
Anche se proprio alle sue porte, incredibile ma vero, sorge Phantasialand, il parco di divertimenti a tema più visitato d’Europa, che registra ogni anno quasi 2 milioni di visitatori…


mercoledì 7 gennaio 2015

Rilassante Köln



La scelta di Colonia è avvenuta per mere ragioni di prezzo: a fine settembre, cercando un volo per capodanno, abbiamo puntato il dito sul più economico e prenotato senza pensarci.
E a tutti quelli che ci chiedevano “dove andate a capodanno?” toccava ripetere almeno due volte la destinazione e rispondere all’immancabile domanda “’ndo sta?”, con la variante meno diffusa: che c’annate a fa’?”
Di certo non è una delle mete più gettonate e sarà stata probabilmente l’assenza di aspettative a farcela apprezzare tanto.
Un duomo imponente
 (la cattedrale gotica più grande della Germania, patrimonio mondiale dell’umanità) che svetta su tutto il panorama (e ospita al suo interno le reliquie dei Re Magi); un centro storico (situato sulla riva sinistra del fiume) accogliente e grazioso riservato ai soli pedoni in cui è un vero piacere passeggiare ammirando le (tante) vetrine 

o infilandosi in uno degli innumerevoli centri commerciali;

 sfilze di importanti musei; ben 4 mercatini di Natale di cui uno dedicato al mondo delle fiabe e aperto fino all’Epifania; 

dodici chiese romaniche le cui campane suonano all’unisono in un concerto che suscita perplessità all’inizio, ma finisce ben presto per coinvolgere e travolgere del tutto; il Reno a dividere in due la città e determinarne la fisionomia e il fascino.

Colonia ci ha conquistati subito, a cominciare da quella cattedrale imponente la cui facciata si staglia contro l’immensa vetrata della stazione centrale.

È il biglietto da visita della città ed è la prima cosa che si vede uscendo dai binari e poi da ogni altro punto, come un faro che riporta sempre al centro.
Case strette e colorate addossate le une alle altre

 e chiese che svettano al di sopra dei loro tetti.

Una miriade di antiche fontane e quartieri dall’atmosfera calda e rilassante, tra librerie, gallerie d’arte, caffè storici, irresistibili pasticcerie dalle mille tentazioni.
È nel mercato tuttavia che si fa proprio fatica a resistere alle tentazioni, 

difatti senza nemmeno porci il problema, abbiamo direttamente assaggiato tutto, pranzando e cenando lì durante tutti e 4 i giorni di permanenza.

Dai bracieri con infinita scelta di wurstel (ma il nostro preferito rimane il Bratwurst, bianco alle erbe), alle tazze di Gluhwein (in ceramica, il cui deposito verrà restituito al termine delle bevute…); dai dolcetti di pan di zenzero al pane cotto nel forno a legna e ripieno di formaggio fuso; 

dalle frittelle di patate e cipolle accompagnate da salsa di mele, 

ai waffel ricoperti di panna e topping a piacere, passando per cartocci di chips fritte e mangiate così: ustionanti e col sale che corrode le labbra.

Ogni bancarella in legno ha il suo piccolo patrimonio gastronomico da offrire, 

servito da personaggi in costume che fanno da contraltare a musicanti e giocolieri che passano tra la folla, ruotante attorno alla pista di pattinaggio sul ghiaccio, dispensando saluti e sorrisi.

Ma è su un dolce tipico che abbiamo concentrato tutta la nostra attenzione, prendendolo praticamente ogni giorno e ogni giorno sempre e solo ricoperto di zucchero, senza altri orpelli tipo cocco o cacao, ma concedendo una piccola deroga solo l’ultima sera con la variante alle nocciole.
Lo stesso dolce che avevamo assaggiato a Praga innamorandocene all’istante e non dimenticandolo più, solo che lì si chiamava Trdlo (senza vocali da poter comprare per pronunciarne il nome...) e qua Baumstriezel, ma l’aroma inconfondibile di zucchero, cannella e vin brulè è lo stesso di entrambi. 
Strisce di pasta lievitata vengono avvolte su un cilindro di legno

che è messo poi a girare sul fuoco per cuocere lentamente facendo caramellare lo zucchero che lo ricopre e formando così una golosa crosticina croccante.
Il modo per smaltire tanta goduria è fare da parte a parte la riva destra e quella sinistra del Reno, passando e ripassando pure sul bel ponte che le collega e sul quale ritroviamo tracce del nostrano Ponte Milvio.

Tracce lontane però, perché mentre a Roma a un certo punto i lucchetti hanno dovuto rimuoverli dal momento che il peso di tutto quel ferro affastellato rischiava di minare la stabilità della struttura, sul ponte tedesco i lucchetti sono disposti ordinatamente in fila e quasi suddivisi per colore

 o fantasia.

Si fatica a mettere a fuoco all’inizio: sembrano pannelli colorati, quadri dipinti; si è portati a credere poi che si tratti solo dei primi 20 metri, mentre in realtà i riquadri di lucchetti ordinatamente disposti in file parallele, prosegue lungo tutto il percorso del ponte, dall’inizio alla fine, regalando un colpo d’occhio davvero originale e molto bello.

E per andare sul pratico:
Si vola Ryanair, si arriva all’aeroporto di Colonia-Bonn, 

da dove ogni mezzora partono treni che in 15 minuti portano in centro città (Hauptbanhof).
2.80€ la corsa, inutile fare cenno alla puntualità…
Un albergo carino, pulitissimo, funzionale, situato proprio al centro, a due passi dalla stazione e dal duomo:
Hotel Cristall,  Ursulaplatz 9: 50 euro a notte la doppia, compresa la notte di capodanno con colazione pantagruelica inclusa.

Colonia è bella, accogliente, rilassante e, come se non bastasse, offre tante possibilità di escursioni nei dintorni, facilmente e comodamente raggiungibili via treno o via fiume, che belli e rilassanti lo sono anche di più…

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