Te lo ritrovi alle spalle quando meno te lo aspetti.
Può preannunciarsi con una inconfondibile zaffata di ammoniaca che per un attimo ti fa pizzicare le narici arrivando a oscurare perfino il più aromatico attar di tutte le profumerie orientali.
Lo puoi sorprendere assorto mentre alita su una delle tante placche di ottone sparse qui e là per poi passare a lucidarle, appunto con la pezzetta sempre al seguito.
Oppure ti può capitare di trovarti a rincorrere quella porta girevole nella quale eri entrata sospingendola delicatamente…
E di scoprire, solo gettando uno sguardo oltre il vetro, che è sempre lui che si sta adoperando per velocizzare il tutto, non tanto per galanteria (come saresti tentata di credere) quanto perché così, non appena ti sarai tolta di mezzo (possibilmente senza scapicollarti, che potresti lasciare segni per terra) lui potrà correre a togliere via tutte le ditate che sicuramente hai lasciato!
Sarà per questo motivo che certi luoghi, a Dubai, si presentano così:
E non si tratta di discoteche all’ultimo grido o di fascinose boutique di lusso, bensì di “semplici” stazione della metro.
Che a confrontarle con quelle per le quali ogni giorno transitiamo per andare al lavoro ci potrebbe scendere perfino una lacrima…
E mentre da noi ci sono segnali che invitano alla prudenza per evitare di rimanere vittime dei borseggiatori, lì si trovano fiabeschi cartelli di questo tipo:
Le differenze tuttavia, a parte questi dettagli, non sono così sbilanciate e potrebbero esaurirsi tutto sommato, in un’ultima considerazione: da noi per prendere la metro bisogna scendere sottoterra, lì a segnalare la presenza di una stazione dedicata basta cercare questa forma a silurotto postmoderno sospeso per aria.
Va da sé che se il buongiorno si vede dal mattino, lì, la prima impressione è davvero quella di un’intera città costantemente detersa, disinfettata, tirata a lucido.
Sarà sempre per questa strana tendenza che anche dei comunissimi secchioni dell’immondizia hanno l’aspetto di prati fioriti
Ma sempre diversi
Tanto per non rischiare di annoiarsi
o di farci l’abitudine.
E se pensate che la questione sia meramente estetica vi sbagliate, perché dai bidoni in questione fuoriescono aromi di fragola, di vaniglia o di non meglio specificati bouquet floreali secondo i casi…
Strana città Dubai: a metà tra Gotham City e un plastico di Playmobil.
O ciò che meglio potrebbe corrispondere a una definizione stramba come quella di cattedrale nel deserto.
Perché sì, in effetti intorno è proprio tutto deserto, come è evidente dalla sabbia sparsa un po’ ovunque, tra un grattacielo di uffici e l’altro o , in maniera più eclatante, da una prospettiva diversa e superiore (decisamente)
quale quella che si abbraccia dal 124° piano del Burj Khalifa,
l’edificio attualmente più alto del mondo (i cui biglietti, per inciso, vanno prenotati e acquistati rigorosamente in internet, per non spendere il doppio prendendoli sul posto e soprattutto per essere sicuri di riuscire a salire esattamente quel tale giorno…anche se poi l’ascesa sarà solo fino a metà e almeno un pochino lascerà delusi..)
E la specifica temporale è d’obbligo, considerata la velocità con la quale il volto di questa città cambia.
Cantieri attivi giorno e notte ci raccontano di un aspetto in continua evoluzione (e difatti trovare una guida o una mappa abbastanza chiare - e aggiornate- è impresa ardua).
O al contrario, di ambiziosissimi progetti avviati ma ancora in alto mare (letteralmente), come testimonia il complesso delle World Islands, che affiora sornione dall’acqua, fermo e immobile come un enorme, gigantesco ippopotamo.
Le distanze sono abissali, e tra una fermata e l’altra della metro possono passare tranquillamente anche 25 minuti buoni. Ma a parte i taxi, estremamente economici, e le gambe (perché pur non essendo, con ogni evidenza, una città concepita prevalentemente per i pedoni, con un minimo di programmazione è comunque accessibile) la metro è il mezzo più comodo e veloce per spostarsi, considerando che passa, puntualissima, ogni 5-7 minuti.
Lo scenario cambia di continuo, pur avendo come filo conduttore i grattacieli visibili da ogni angolazione.
E ce ne sono davvero di tutti i tipi
Poi c’è quell’altra trovata geniale e ipertecnologica della monorotaia, che arriva fino alla punta estrema di Palm Island, dove sorge (pure quello praticamente in alto mare) il complesso dell’Atlantis,
con il suo acquario ultramegagalattico e tutti i particolari architettonici a tema…..
E poi ci sono gli enormi, smisurati Malls, paradiso dello shopping ma prima ancora, essenzialmente, luoghi di ritrovo e di svago. Vere e proprie città al chiuso, refrigerate e illuminate anche quando fuori è tutto opaco di foschia, il termometro segna 50° all’ombra e stare all’aperto potrebbe risultare una fatica immane più che una piacevole digressione.
Ognuno diverso dall’altro, con proprie attrattive e peculiarità.
Dai più noti e gettonati come il Mall of the Emirates (quello con la pista da sci)
O come il Dubai Mall, dove scarpinando fra le corsie dei suoi 1500 negozi, ci si imbatte improvvisamente nella visione di un enorme e suggestivo acquario
O in quella, un po' inquietante, di una cascata con tanto di tuffatori androidi
E (casomai a un certo punto ci si annoiasse di fare compere e si volesse uscire magari a respirare aria non condizionata) offre lo spettacolo, ogni 20 minuti a partire dal tramonto, delle fontane danzanti, stile Las Vegas.
Se poi ci si sente storditi da gente e viali di negozi interminabili, suoni e luci di ogni tipo, ci si può sempre rifugiare nel più piccolo e caratteristico Souk al Bahar, proprio nelle vicinanze, appena oltre le fontane.
E magari fermarsi a mangiare (tra le tante proposte) in un ristorantino tipico bellissimo, dai colori pastello e l’aria (certo percepibile a patto di un piccolo sforzo per astrarsi giusto un attimo dal contesto…) molto campagnola (Zahr el-Laymoun, casomai capitaste da quelle parti per l’ora di pranzo o di cena).
E allora il consiglio è di andare a hommos, come se piovesse,
qualche intingolino di pane arabo
nella zaatar (miscela di spezie in olio d’oliva) e shawarma a volontà, che non ve ne pentirete.
Di malls però ce ne sono anche tanti altri meno famosi (perché più “vecchi” e ormai surclassati dalla fama dei più recenti) ma, per certi versi, anche più attraenti.
Come l’Ibn Batutta, suddiviso in 6 edifici corrispondenti ad altrettante regioni del mondo:
dalla Persia
all’India,
dalla Cina
Davvero indimenticabile.
O il piccolo (si fa per dire) e raffinatissimo Wafi center, tutto in tema egizio
e nei cui sotterranei si estende un bellissimo souk arabo con annesso ristorante tipico in cui è doveroso andare almeno una volta a bearsi della bellissima ambientazione,
gustando cucina araba-persiana-libanese fra i vapori dolciastri della shisha (Khan Murjan Restaurant) .
Il relax è totale davanti alla solita ciotolina di hommos
da piluccare sempre con piccoli pezzi di (questa volta più autentico) pane arabo,
disquisendo pigramente del più e del meno.
Per poi passare mollemente a cannoncini di kebbeh
E magari concludendo con una ciotol(in)a di gelato, rigorosamente arabo e inevitabilmente (anche) al pistacchio.
Vere e proprie oasi di pace, fuori dal tempo, in cui fermarsi a riprendere fiato tra vetro, acciaio e tanta, tantissima luce.
Fuori dai circuiti tecnologici, e per riprendere i contatti con una dimensione più umana,
vale la pena farsi un giro lungo il Creek. Di giorno, nella calma assoluta che vi regna,
o anche di sera, fra i bagliori tremuli delle luci, magari passando romanticamente da una riva all’altra a bordo di un abra di legno.
Spingersi fino al souk delle spezie, tanto per lasciarsi inebriare dai profumi dell’ incenso e della mirra o a quello dell’oro, giusto per lustrarsi gli occhi…
Per poi proseguire il vagabondaggio tra i vicoli del quartiere persiano di Bastakiya
o fra “le meraviglie architettoniche del lungomare di Shindagha” (Lonely Planet docet).
E per la mattina dopo, per l’appunto, programmare una mattinata sulla spiaggia, dove godere di una distesa bianca assolutamente invitante e di un’acqua magari non maldiviana ma nemmeno poi così repellente…
E prima di congedarsi definitivamente dalla città, è bene fare un salto, ma senza troppe aspettative, a quell’Heritage village che, almeno a noi, è parso giusto un gradevole e simpatico allestimento per i turisti, così come la Madinat Jumeirah e il suo souk (ma sono gusti personali) dalla quale, se non altro, è possibile fare belle foto all’arcinoto e lussuosissimo albergo a forma di vela.
Ma occhio alle suggestioni e ai preconcetti. Sarà una città strana e tutta artificiale, un complesso di dubbio gusto e a tratti non del tutto condivisibile, ma se per caso vi trovaste a vivere qualche giorno in un appartamentino di un qualunque complesso residenziale tenuto come se fosse un gioiello, e a girare per la città con agio e senza intoppi, vedendo che tutto scorre via tra regole precise e servizi che funzionano, poi magari faceste addirittura delle puntatine in vari supermercati (Carrefour, ma anche il locale Lu Lu Hypermarket), scoprendo amaramente che i prezzi di pane, latte, pesce e tante altre cose sono inferiori che da noi (e di gran lunga), compresi quelli di noti cioccolatini italiani, nonostante i costi di importazione (e questo vi farà arrabbiare moltissimo!)…potrebbe venirvi seriamente voglia di andarci a vivere per sempre, in quella strana città!
Io un pensierino ce lo avrei fatto e se proprio dovessi scegliermi pure un impiego, vorrei, assolutamente, lavorare qui:
gironzolando tutto il giorno con una parrucca rosa in testa, e le mani tra mille di queste dolcezze...
Nota per gli amanti del caffè:
pur girovagando per il mondo, come ormai noto, con al seguito sempre un fornelletto elettrico, un adattatore e una moka,
ci capita (spesso) di avere voglia di una tazzina durante il giorno, lontani da tutto l'armamentario… Ecco, i prezzi di un espresso sono davvero esagerati (anche 2,50€) e ciononostante, molto spesso la qualità, anche di quelli di marchio italiano, lascia parecchio a desiderare. Percui il consiglio è, oltre a quello di sedersi comodi chiudendo gli occhi e respirando a fondo nella speranza che il desiderio passi, di rivolgersi, in caso di emergenza, ai seguenti due indirizzi (dove abbiamo trovato caffé dai prezzi sempre assurdi ma se non altro ottimi):
- Lino’s coffee shop, Burjuman Mall (con una nota di merito per la meno patriottica, ma assolutamente stratosferica carrot cake!)
- Carluccio’s, Dubai Marina Mall (dove pare facciano anche delle pizze molto buone, ma quelle non le abbiamo sperimentate)