"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)
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martedì 8 giugno 2021

Quebéc City: dove finisce il Canada e si è teletrasportati in Europa

 

Spariscono i grandi laghi, le sconfinate abetaie. Perfino quel fiume Saint Lawrence che ci segue ormai da giorni e in alcuni punti sembrava mare, si restringe mostrando nitidamente la città sulla sua sponda opposta. 

Mura antiche e percorribili circondano il centro storico fatto di vicoli romantici, localini fascinosi, casette colorate. Potrebbe essere una qualsiasi città del Nord Europa. Qualcuno poi qui parla perfino inglese anziché ostinatamente solo il francese come da quando abbiamo varcato il confine dell'Ontario!

È la città dal clima pazzerello: raffiche violente di vento si alternano a scrosci di pioggia e piccoli, piccolissimi, sprazzi di sole durante tutto l'arco della giornata.

Anche qui, tutte le sue attrattive si trovano all’interno del compatto centro storico cinto da mura o subito al di fuori.

Ci dicono che, come a Lucca, è possibile percorrere a piedi e gratuitamente l’intero perimetro delle antiche mura guardando il centro storico dall’alto, ma ahimè quando andiamo noi è in gran parte in ristrutturazione e ogni via di accesso è sbarrata. Entriamo nella

-Cittadelle, la struttura difensiva più vasta di tutta l’America settentrionale, con una superficie di 2,3 km quadrati, prima di addentrarci nello stretto e vivacissimo

-Quartiere latino, pieno di locali e ristoranti 






sui quali troneggia, immenso e sconfinato,

-Le Chateau Frontenac, l’hotel più fotografato al mondo nel quale entriamo a curiosare dopo aver ammirato la sua posizione suggestiva in cima a uno sperone a picco sul fiume. 



Proprio ai suoi piedi si snoda la suggestiva

-Terrasse Dufferin, una passeggiata di quasi mezzo chilometro, a 60 mt sul livello del fiume. Bella e dagli splendidi panorami sia di giorno sia di sera.


Fuori le mura passeggiamo nello sterminato

-Parc des Champs de Bataille, il luogo in cui nel 1759 si svolse la famigerata battaglia fra inglesi e francesi  che determinò il destino del continente americano. Il luogo è disseminato di vecchi cannoni, monumenti e targhe commemorative, in mezzo ai quali gli abitanti del posto vengono a fare jogging, picnic o semplicemente a rilassarsi sull’erba.




Cerchiamo invano la famosa palla di cannone di cui parla la guida, conficcata nel tronco di un albero situato lungo il marciapiede di Rue Saint-Louis e rinunciamo, per motivi climatici a percorrere la

-Promenade Samuel-de-Champlain, il tratto cittadino, lungo 2,5 km,  di una pista di 48 km, lungo il St Lawrence che arriva fino alle cascate di Montmorency. Ma in compenso giriamo felici per quello che a nostro parere ci pare uno dei più interessanti fra i quartieri moderni, Saint-Jean-baptiste, pieno di ristoranti, caffè, negozi e bar animati.


Questa volta scegliamo l’alloggio sulla base di mere ragioni pratiche: è abbastanza vicino al centro, a 4-500 metri dalle mura cui si arriva mediante una vivace via piena di bei localini in cui mangiare e soprattutto offre il parcheggio per la macchina alla modica cifra di 50$ per 3 giorni che ci paiono una vera occasione! 

RelaisCharles Alexander


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martedì 11 maggio 2021

Canada orientale: a zonzo per Montreal


Una città vivace, pazzerella, colorata, un po' fuori di testa.

Dal quartiere storico a quello latino, passando per Chinatown, fino ad arrivare al vecchio molo è tutto un profluvio di personaggi strampalati,

 strani palazzi e curiose installazioni.


Vieux-Montreal è il nucleo più antico della città: dedalo di viuzze con case coloniali in pietra e tante botteghe d’arte insieme a negozietti di souvenir. 


A delimitarlo, il vecchio porto, trasformato in vasta area ricreativa che sorge lungo il fiume St. Lawrence e contrassegnato da 4 grandi moli.

Tutto ciò che c’è da vedere è raccolto in un piccolo centro che si gira agevolmente a piedi.

Coerentemente con i prezzi modici di questo paese, per entrare nella

-Basilica di Notre Dame (quella in cui nel 1994 si è sposata Celíne Dion), occorre sborsare 8 dollari, a meno che, oltre a visitarla, non si voglia partecipare allo spettacolo di suoni e luci che si tiene al suo interno ogni sera, nel qual caso ce ne vogliono ben 26,50! Bella, eh? Colorata, piena di stelle sul soffitto, con un grande organo di fronte all'altare e una boutique interna che vende immaginette sacre a soli 5$...


Due belle piazze delimitano l’omonima strada in cui sorge la cattedrale:

-Place d’Armes,incorniciata da alcuni degli edifici storici della città come la prima banca, il primo grattacielo, ecc.

-Place Jacques-Cartier in cui sorge la Colonna di Nelson in onore dell’ammiraglio che sconfisse la flotta di Napoleone a Trafalgar.

Un po’ fuori mano invece sorge il

-Parc du Mont-Royal, un enorme parco alberato che si snoda in salita fino al punto panoramico Kondiaronk, che domina tutta Montreal.

 Ci sono due modi per arrivarci:

prendere la metro linea verde, scendere a McGill, e aspettare l'autobus n.11;

Oppure

farsi comodamente tutto a piedi, da Downtown, fra percorso cittadino, bosco incantato e scalinate varie per un totale, fra andata e ritorno, di 15km.



Già che si è lì vale la pena fare un giro anche per i sottostanti viali della McGill University, costeggiati di edifici vittoriani.

Sicuramente il quartiere più simpatico e originale è quello latino, una zona di locali di tendenza aperti 24 h, negozi di dischi e ritrovi di artisti,



insieme a Le Village, un quartiere divenuto sinonimo di libertà e vitalità dopo che la comunità gay di Montreal lo ha trasformato riscattandolo dalla  sua origine povera e trascurata.


Come alloggio scegliamo un b&b di quelli in cui entri e lasci il cuore per sempre. Con le pareti tappezzate di post-it di dediche in tutte le lingue del mondo, una cura dei dettagli quasi maniacale e mille premure elargite. C'è solo una stranezza: il bagno è privato ma esterno alla stanza; la doccia invece si trova DENTRO la stanza. A parte l'organizzazione mentale per portare tutto l'occorrente e soprattutto ricordarsi ogni volta di non uscire in mutande, c'è un'ulteriore difficoltà da superare: la porta della stanza si apre con un codice (ci risiamo!). Che io, in previsione di tutte le volte in cui mi alzo per andare in bagno, ho marchiato a penna sul braccio destro, onde evitare di girovagare in pigiama nottetempo nella speranza che la sequenza di numeri mi sovvenga o che l'amato bene si svegli e mi venga ad aprire... 



E alla partenza, Monsieur Jean- Renée, il suo gestore, ci saluta deliziandoci con dei meravigliosi, giganteschi pancake ai mirtilli con sciroppo d'acero prodotto dalla sua famiglia, oltre a una marmellata di fragole che prepara lui stesso e che merita una menzione speciale.



Se capitaste da quelle parti: Gite-Ocoin.

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martedì 20 aprile 2021

Canada orientale: in giro per Ottawa

 

Ottawa è percorsa dal Rideau Canal, una via d'acqua artificiale, risalente al 1832, che oggi è Patrimonio dell'Umanità. Oltre ad avere la particolarità di scorrere per più di 200 km inglobando parti di fiumi e piccoli laghi e di costituire il più antico sistema di canali in uso in Nordamerica, la cosa veramente curiosa è che d’inverno, la parte che appunto attraversa Ottawa, si trasforma nella pista di pattinaggio più lunga al mondo (7,8km), usata dagli abitanti anche per andare al lavoro! 


È la sua principale attrazione naturale, ma basta gettargli un primo sguardo per capire che Ottawa è il Rideau Canal e tutto il resto solo accessorio. 

Quel lunghissimo canale dagli argini percorribili e svariati ponti che permettono di attraversarlo a piacimento ne costituisce infatti l’anima più profonda. 


Permette passeggiate bellissime e davvero lunghe (considerando che arriva fino a Kingston!) e all’estremità settentrionale offre la suggestiva vista delle Ottawa Locks, una ripida serie di chiuse simili a gradinate che si possono anche attraversare.



Si capisce subito che, nonostante il clima, in questa città si vive molto all’aperto: parchi, giardini, ampli spazi pubblici curati e attrezzati per picnic, sport e giochi.

Il resto della città si gira in mezza giornata.

Musei a parte, ci si muove fra:

-Parliament Hill, il bellissimo complesso del parlamento (purtroppo in ristrutturazione al momento della nostra visita) in arenaria e pietra calcarea;




-L’imponente monumento ai caduti davanti al quale il cambio della guardia avviene con il supporto di un suonatore di cornamusa;



-La suggestiva Cattedrale di Notre Dame, la chiesa più antica di Ottawa, con lo scintillante tetto di stagno e il soffitto punteggiato di stelle;




-Il (deludente) ByWard Market, groviglio di locali che propongono cucina da tutto il mondo.



Come alloggio scegliamo un appartamento appena fuori dal centro, facilmente raggiungibile con una passeggiata di 10 minuti, nemmeno a dirlo, lungo il Rideau Canal. 

Si tratta di una ex chiesa postmoderna riconvertita in condominio di mini appartamenti affittati a single, studenti e viaggiatori. Istruzioni per entrare comunicate dal proprietario (che non vedremo mai) via mail: un codice per il portone principale; un codice per la porta di casa (con tastiera digitale che appare solo dopo averla sfiorata con la mano).



 Bello, pulito, comodo e pratico, davvero consigliabile: Smart LivingShort Stays.

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