"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)
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venerdì 25 gennaio 2013

I volti dei miei viaggi


Tempo fa avevo raccolto una serie di foto su questo tema, riferito però solo al mondo femminile.
Volti incontrati durante un viaggio, fissati al volo in un’immagine o rimasti per sempre nel bagaglio di ricordi legati a un preciso contesto.
L’incontro con persone sconosciute infatti, fugace o più prolungato e condito magari da uno scambio di parole ed emozioni, è uno degli aspetti più salienti di un’esperienza di viaggio.
Perché si viaggia per conoscere popoli e persone oltre che luoghi e monumenti famosi.
E quando si entra nella magia dello scambio reciproco, l’eco di quell’incontro continua  a propagarsi per sempre.
Tanto che, se parliamo di Tunisia non posso non pensare a Darrell, dolcissima bambina berbera che ci ha accolti nella sua casa di tanti-tappeti-e-nemmeno-un-mobile, insieme alla sua mamma, offrendoci un caldissimo e profumato tè alla menta; o a “Mario”  attempato ragazzo del posto che ci ha tenuto compagnia ogni sera per una lunga settimana, raccontandoci fatti e amare verità.
Se dico Croazia mi vengono in mente Romina, ma soprattutto “Ciro” e il suo omonimo ristornate in cui oltre a buon cibo erano garantite grandi risate (e brindisi ripetuti al grido di “funghi funghi funghi!”: una qualsiasi parola italiana scelta convenzionalmente per superare barriere linguistiche che in certi casi si abbattono da sole come per magia. Né inglese, né croato né italiano: solo empatia, ampi gesti e grandi sorrisi).
Poi ci sono gli incontri fugaci, quelli con persone incrociate appena lungo una strada, nello spazio di un attimo però fissato per sempre:

Lo sconosciuto dog sitter a san Francisco, che di cani ne portava a spasso addorittura 8, tutti insieme!;

La tenera e bellissima coppia di Rabat, in Marocco;
La bambina crollata a dormire sfinita su una panchina di legno allo Yosemite National Park;
I lifeguard sulla spiaggia di Santa Monica, che per un attimo ci hanno regalato l’impressione di essere sul set di Baywatch (…e la speranza di veder spuntare il Mitch dei bei tempi da un momento all’altro..);
Il motociclettaro convinto a spasso per la California;
Il piccolo venditore di collane sulla feluca che attraversava il Nilo;
Il cowboy nel paesino fantasma di Outman in Arizona, compreso nel ruolo e intento a inscenare una sparatoria vera, tra il via vai di persone e muli;
I due sconosciuti innamorati che contemplavano, abbracciati, il tramonto nella Monument Valley;
Lo gnomo che trotterellava tutto solo nelle prigioni della fortezza di Alcatraz;
Per finire con Topolino in persona incontrato sulla hollywoodiana Walk of Fame…
E l’anonimo ma bellissimo orso gigante accasciato su una panchina davanti alla più famosa (e magnifica) cioccolateria di San Francisco.
E poi ci sono gli incontri veri, quelli che non ti aspetteresti e che invece capitano, perché in fondo il mondo è veramente piccolo e allora esattamente nella stessa sperduta isola della Polinesia in cui ti trovi tu, fra le tante possibili, strabuzzi gli occhi davanti a quasi parenti mai frequentati, capitati nel tuo stesso alloggio e incontrati giusto per pura casualità, perché il giorno dopo saresti ripartita e non vi sareste mai incontrati!
O tutti gli amici conosciuti durante un viaggio e poi rimasti tali: Cinzia e Renzo in Kenya, Valerio e Cristina in Tunisia, oppure persi di vista ma mai dimenticati.
O ancora gli incontri con gente molto famosa, che ti aspetta addirittura all’altare, a mano tesa, per coronare uno dei sogni dell’immaginario femminile
(e certo tu ci vai vestita di stracci e pure con la busta della spesa in mano!!)
 O dell’immaginario maschile
A ognuno il suo, e al Madame Tussauds di Las Vegas tutto è possibile…..

Ma dopo tutta la premessa (…già: era solo una premessa!) per l’appuntamento mensile di Monica (Viaggi e Baci) le foto che ho scelto sono queste 3:

1)      Thomas, indimenticabile Masai dalla pelle di ebano. I bracciali di perline  e il cellulare; le pesanti cavigliere e l'orologio al quarzo; il sorriso aperto e la profonda malinconia dei suoi occhi.

2)      L’amichetto caro di mio marito, coccolato per attimi preziosi sulla spiaggia di Zanzibar, quello che nel cuore ti lascia gioia pura ma anche inadeguatezza, senso di colpa e dolore profondo

3)      I due sconosciuti motociclettari incontrati a Bryce Canyon, che dopo un arzigogolato discorso ruotante tutto intorno a poche ma chiarissime parole come “Firenze, pasta, Rome, wonderful, very good food!” ci hanno ceduto il posto e fatto provare l’ebbrezza di sedere su un bolide del genere.


venerdì 26 ottobre 2012

Le pietre dei miei viaggi



“…Di pitture rupestri, resti di templi, are votive, colonne, obelischi, statue, tracce di abitazioni comuni e mura di palazzi imperiali ce ne sono ovunque. In cima ai monti, nel cuore delle foreste, all’interno di musei e in fondo al mare. Mentre il mondo corre a perdifiato verso il futuro, io non vedo l’ora di scoprire quale traccia del passato ha colpito di più la vostra anima di viaggiatori …

Questo l’invito di Monica (Viaggi e Baci) per l’iniziativa di ottobre riguardante la rubrica Il senso dei miei viaggi.
E allora la mente corre alle tante, innumerevoli pietre incontrate lungo tante strade.
Sassi comuni o monumenti celebri, monoliti famosi o rocce qualsiasi.
Penso alla Monument Valley, certo, specie nella magia del tramonto
ma anche ai tronchi di legno magicamente “trasformati” in pietra del Petrified Forest National Park (Arizona)
Mi viene in mente la magnificenza dei templi greci, ma anche la suggestione dei Sassi di Matera; 
le rocce erose dal vento di Antelope Canyon: come pieghe sinuose di un tessuto molto morbido 
ma anche gli acciottolati e i lastricati dei borghi umbri e dei paesini toscani.
E ancora tantissime altre immagini.
Poi come al solito mi riscuoto, resetto, seleziono, decido e, per motivi più istintivi che logici, riduco la scelta alle 3 richieste, che però improvvisamente diventano uniche, insostituibili.
Premono, si riaffacciano, rimangono impresse loro soltanto, come immagini indelebili e cariche di tutte quelle emozioni che hanno più colpito la nostra anima di viaggiatori:

 1) Egitto: le piramidi certo, la Sfinge, naturalmente, la curiosa piramide a gradoni di Saqqara, ovviamente, ma l’imponenza delle statue di Abu Simbel, che svettano immobili sul formicaio umano ai loro piedi, quella è davvero indimenticabile. 

2) Stone Town, Zanzibar (Tanzania): monumento agli schiavi accanto alla Chiesa anglicana che sorge nella piazza dove un tempo si teneva il più grande mercato degli schiavi dell’isola e pare che l’altare sia posizionato esattamente nel punto in cui si ergeva la struttura a cui gli schiavi venivano legati.

3) Le rovine romane di Volubilis, in Marocco. E in particolare, la colonna sulla cui sommità spiccava un meraviglioso nido di cicogne.


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