"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

giovedì 28 aprile 2011

In memoria dei bei vecchi tempi - La pasta di Fabio: Spaghetti pomodorini e acciughe

Tutto ebbe inizio in questa microscopica casetta.
Dapprima solo timidamente, stipando il frigo di barattolini di sottoli e olive in salamoia e il freezer di mirabolanti paste pronte: dai rigatoni alla carbonara ai tortelloni ripieni, dagli spaghetti allo scoglio al risotto ai funghi porcini. Tutto rigorosamente impacchettato in una foto di plastica assai allettante. Una padella antiaderente, i famosi 4 salti di numero, il tocco personale dato giusto dall’aggiunta di un pizzico di peperoncino e via: la cena era servita! Poi, col tempo, l’azzardo di qualche mossa più audace, magari in occasione di cenette approntate per la sottoscritta con il supporto di un fido taccuino:

Una serie di piatti sfiziosi estremamente curati nell’aspetto e serviti con amore e tanta, tantissima fantasia!

Infine accadde che nella casetta entrai, in pianta stabile, anche io. Divenne ancora più microscopica, ma incredibilmente più funzionale. Lo spazio si triplicò, scoprimmo vani a detta sua “strapieni” e invece, nella logica tutta femminile, ancora quasi completamente da riempire…Entrarono padelle, pentole, servizi di piatti (ben 2!), di bicchieri, di tazzine da caffé, di coppette per il gelato e di bicchierini da liquore; innumerevoli stampi e stampini per dolci, pirofile in pirex, barattoli vuoti per le marmellate e gli ormai famosi barattolini di spezie…poi ancora una libreria, un tavolinetto per il computer e perfino la collezione completa di 30 volumi del Libro degli ingredienti del Corriere della Sera! Insomma: la casa si riempì all’inverosimile, spiritualmente e materialmente, con nuove scoperte che lenivano quel sottilissimo disagio interiore al pensiero di uno spazio tutto per sé, ormai irrimediabilmente perduto… La cucina divenne di esclusivo dominio della sottoscritta, ma i pochi piatti da lui ancora coltivati si fecero più elaborati, curati, raffinati: proprio in virtù di tutti gli strumenti ormai a disposizione...

Perché va detto infatti che della Pizza, lui divenne presto il mago incontrastato:che come lui non la fa nessuno e talmente vera fu questa cosa che io, per un risultato così, tuttora per un giorno sono disposta a rinunciare perfino a quel dominio incontrastato della cucina di cui si parlava poc’anzi….
Il vecchio taccuino è ancora lì, ma giusto come pallido ricordo di tempi liberi e spensierati: di cene consumate allegramente davanti alla partita con i piedi sul tavolinetto, il piatto sulle gambe e il bicchiere in equilibrio precario sul bracciolo del divano; di pastasciutte strizzate in cubetti congelati da saltare spensieratamente in padella; dei goduriosi barattolini di sottoli in cui affondare la forchetta e pescare a caso…..
La volta di questi spaghetti, che trovai davvero gustosi, lo costrinsi a prendere appunti perché potesse rifarli uguali identici e scartabellando tra le sue scartoffie (ammassate nell’angolino più remoto della cassettiera perché, tra cassettine per gli attrezzi e collezioni ci cacciaviti,  diamine in questa casa non c’è spazio!), ecco che ritrovo quel foglietto frettolosamente annotato di ingredienti e passaggi molto precisi. In un curioso e affascinante linguaggio tutto suo, fatto di vocaboli tipicamente romaneschi e di verbi rigorosamente imperativi…perché in cucina ci vuole disciplina, certo, e quella parte di sé ancora nostalgicamente rivolta al passato, da single padrone incontrastato di casa, va severamente educata! Per gli ingredienti ho operato direttamente una traduzione simultanea allo scopo di ricavarne una lista utile…quanto al resto trascrivo così com’è affiancando la traduzione dove indispensabile (il corsivo è mio) ed omettendo il nome originario affibbiato a questa pasta in un eccesso di modestia e di timore del primo assaggio….


Ingredienti per 4 persone
500 gr di spaghetti N°8
4/5 pachino
4/5 filetti di acciuga
1 spicchio d’aglio molto grande o due piccoli
Basilico
Origano di montagna (facoltativo)
Peperoncino
Pangrattato
Olio extravergine
Sale

Procedimento
Preparo un trito di basilico (tanto) e peperoncino fresco. Soffriggo aglio con 4/5 alici spezzettate. Togli l’aglio! Fai lievemente soffriggere 4/5 pachino sfragnati (=schiacciati grossolanamente…).
Spegni fuoco! Butta il trito di spezie nel soffritto e lascia a fuoco spento.
Prepara pangrattato (nel senso che se si ha del pane casereccio magari vecchio di un giorno lo si grattugia).
Cuoci pasta (…casomai saltasse in mente di versarla a crudo in padella..).
Ripassa pasta con soffritto pangrattato (facendo saltellare la padella avanti e indietro con movimenti decisi, che tanto poi la cucina la risistema lui…amoruzzo santo!)



(N.B.: Quella della foto è una versione senza pangrattato ma confermo che ci sta molto bene!)

Con questa ricetta LUI partecipa al contest di Max


9 commenti:

  1. La ricetta, come gli imperativi categorici, è stupenda e, sospetto, buonissima... Trascrivine ancora, grazie!! ...e auguri per il contest... ;-)

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  2. Grazie Fra!!! Giro i complimenti direttamente a lui che si gongolerà tantissimo!!
    Vedrò di fargliene appuntare altre (..cioè magari le due relative ai suoi cavalli di battaglia..non è che ne abbia proprio tante!)
    Baciotti

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  3. Ciao Luna! Ho scoperto il tuo blog per caso e subito mi sono unita a tuoi sostenitori perchè questo tuo posticino mi piace un sacco! le tue ricette sono gustose e il tuo modo di scrivere e raccontare di te mi diverte e fa riflettere! Se ti fa piacere vengo a sbirciare i tuoi manicaretti e se ne hai voglia ti aspetto dalle mie parti... un bacio, Sara

    www.inagrodolce.blogspot.com

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  4. Complimenti alla tua dolce metà e per quello che hai scritto che ci siamo letti tutti di un fiato e che profuma di dolci ricordi e poi complimenti per gli spaghetti che conquistano anche solo con il profumino che emanano. Sapori mediterranei che amiamo particolarmente e che è bello ritrovare a tavola!
    Bacioni da Sabrina&Luca

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  5. Eccomi finalmente, grazie per la vostra partecipazione. Hai fatto un bel post, complimenti e Fabio un ottimo e profumato piatto. Corro ad aggiornare, ciao e in bocca al lupo.

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  6. SARA: è un piacere conoscerti, e sono felice che tu sia arrivata qui da me!! Grazie di cuore x tutti i complimenti e di esserti unita ai "fedelissimi", vengo subito a sbirciare anche io da te!!

    LUCA&SABRINA: grazie sempre! quei profuni piacciono tanto anche a noi, in particolare l'origano siciliano che ci emoziona sempre perchè riporta alla mente tanti bellissimi posti e fantasmagoriche mangiate!

    MAX: crepi il lupo!! Grazie a te di essere passato e degli apprezzamenti. Veramente ce ne ho messo anche io a passare da te, pur avendoti visto tra i miei lettori fissi già parecchio tempo fa...mi scuso per il ritardo! Ciao,a presto.

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  7. Mi solletica proprio. Una domanda i Pachino sono indispensabili, un'altro pomodoro nostrano non potrebbe andare?

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  8. RITA E MIMMO: benvenuti!! Ho girato la domanda direttamente allo chef il quale, dopo breve riflessione, ha concesso che sì, forse anche un altro tipo di pomodoro potrebbe andar bene..io dico sicuramente di sì, ma sapete, essendo sua la ricetta non me la sono sentita di scavalcare ;-)
    Grazie della visita, passo da voi al più presto!

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