"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

giovedì 8 aprile 2021

Canada orientale: a spasso per Toronto

 


Va fatta una premessa: le città del Canada me le aspettavo completamente diverse. Le avevo immaginate moderne, all’avanguardia, una fotocopia di New York o di Tokyo, con quell’energia che quasi tutte le metropoli moderne sprigionano.

Le ho trovate grigie, cupe, dall’aria un po’ retrò come una matura signora con il viso segnato dal tempo. Nessuna delle quattro grandi città del Canada orientale mi è rimasta nel cuore, nessuna di loro mi ha colpita particolarmente e portata a pensare quanto sarebbe bello viverci. A cominciare da Toronto, definita la “città più multiculturale del pianeta”, dove si parlano 140 lingue diverse. Neppure lei mi ha appassionata, eppure è vitale, ordinata, efficiente.

 Il Financial District lo si attraversa ammirando i riflessi di vecchi palazzi nel vetro e acciaio dei loro discendenti contemporanei. 






A ogni angolo però ti assale la sua aria decadente, quegli edifici grigi, lineari, molto austeri che mi riportano indietro fino all’architettura sovietica della Berlino Est degli anni ‘70.




Una di quelle città senza anima, un po’ astratta, di tutti e di nessuno, ma senza una precisa identità. Non è una città brutta ma nemmeno da innamorarsene perdutamente. Toronto si visita agevolmente in un paio di giorni: noi ci siamo mossi a piedi, avendo un alloggio abbastanza centrale e in macchina senza riscontrare particolari difficoltà di traffico come segnalato dalla Lonely Planet (ma forse perché siamo abituati al traffico di Roma…).

-CN Tower, icona di Toronto, 553 metri percorribili a bordo di un suggestivo ascensore di vetro. Conviene andarci di mattina presto all’apertura, quando ancora c’è poca gente, per godere del panorama dalle sue magnifiche vetrate.

Per i più coraggiosi poi c’è anche la possibilità di passeggiare per 20 minuti, imbracati da cavi di sicurezza, su un cornicione esterno a 356 mt di altezza!



Per ammirarla di sera quando si illumina di mille colori diversi e scattare una foto che la prenda tutta: piazzarsi all’incrocio tra Mc Caul St e Queen St W, a nord della Torre.



-Distillery District, è uno dei quartieri più antichi e meglio conservati di Toronto. Il suo fulcro è la distilleria Gooderham and Worts, che risale al 1830 e un tempo era la più grande dell’impero britannico. Si passeggia tra vecchie ciminiere e magazzini industriali convertiti in gallerie d’arte, pub, ristoranti e negozietti di design.




-St. Lawrence Market, edificio di mattoni rossi che all’interno ricorda un po’ (ma in piccolo) il Quincy Market di Boston. Spiccano un paio di rivenditori, per essere tra i più antichi e per l’originalità delle loro esposizioni, ma per fermarsi a mangiare c’è di meglio.




-City Hall, una curiosa costruzione moderna che somiglia a un disco volante, formata da due torri concave poste simmetricamente e una struttura centrale con rampe e mosaici. Da tornarci di sera per fotografare la scritta “Toronto” illuminata.


-Old City Hall, sul lato opposto rispetto al palazzo moderno, il vecchio municipio risulta molto più affascinante con i suoi decori e le espressioni inquietanti dei Gargoyle.




- Yonge Street, pare essere la via più lunga del mondo, divide la città longitudinalmente  ed è il fulcro di downtown, al pari di Times Square a New York della quale tuttavia non è che un pallido riflesso. Non è particolarmente bella ma ci si può fare una piacevole passeggiata fermandosi magari all’Eaton Center, centro commerciale ed edificio simbolo di Toronto



-University of Toronto: come non fare almeno un salto nel più grande ateneo del Canada pieno di edifici vittoriani e ampi spazi verdi?


-Casa Loma, situato in collina, è un vero e proprio “castello” con torrette, comignoli, bandiere svettanti e vezzosi balconi, che domina la città dall’alto. Risale ai primi del ‘900 ed era la lussuosa dimora di un ricco finanziere che poi cadde in disgrazia e fu costretto ad abbandonarla. Si può raggiungere salendo i Baldwin Steps, una scalinata di 27 mt che parte da Spadina Ave, ma noi lo abbiamo raggiunto comodamente in macchina.



-The Path, la Toronto sotterranea: è un labirinto di corridoi lungo 28 km in cui rifugiarsi d’inverno o in caso di pioggia.



Abbiamo poi fatto un giro per Chinatown e Little India trovandole però dimesse e davvero poco attraenti.

Frizzante e vivace invece il quartiere di Queen West, con ristoranti e negozi.

Bellissima Union Station.


Discorso a parte meritano gli hotel. Il costo della vita in Canada è piuttosto alto e trovare un alloggio economico (e poi ben posizionato e magari che disponga di un parcheggio o di una convenzione con un garage), soprattutto a Toronto, potrebbe rivelarsi un'impresa.

L'averne trovato uno, a 130$ a notte, con una mini camera PRIVA DI FINESTRA e bagno incorporato (letteralmente) ma in posizione comodissima (a due passi dalla CN Tower) e convenzione con parcheggio nelle vicinanze, mi ha fatto rivalutare l'esiguità degli spazi delle camere d'albergo giapponesi. E direi che no, queste ultime non sono più piccole di quelle canadesi!




Qui l'itinerario completo del viaggio nel Canada orientale.

1 commento:

  1. io invece avevo l'idea che fossero come le descrivi tu ma mi sono ricreduta ^__^ Toronto alla fine mi è piaciuta e seppur è un mix di modernità e talvolta di trasandato mi è piaciuta e sarei rimasta un paio di giorni in più.

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